JULIO RIBAS: AL POSTO SBAGLIATO, NEL MOMENTO SBAGLIATO

Solo due anni dopo, davanti ai giurati della premiazione del Torneo giovanile di Viareggio, l’allenatore Julio Cesar Ribas si sarebbe ricordato di quel maledetto pomeriggio in cui l’amministratore delegato Dal Cin l’aveva portato a conoscere l’A.C. Venezia. Continue reading JULIO RIBAS: AL POSTO SBAGLIATO, NEL MOMENTO SBAGLIATO

LA “BELLA” ITALIA DI HERBERT NEUMANN E MOGLIE

Lei entrò nella boutique, salutò le commesse con il sorriso di chi è di casa, diede un’occhiata distratta a un vestito lungo da sera. “Starei benissimo” pensò, tastò con mano esperta il cashmere di un pullover, scambiò due chiacchiere sulla nuova collezione Armani, comprò un paio di stivali di cuoio e uscì dal negozio, leggera e bellissima nella gonna di seta svolazzante. Continue reading LA “BELLA” ITALIA DI HERBERT NEUMANN E MOGLIE

LA BANDIERA AMMAINATA

Non dimentichiamoci che stiamo parlando di uno dei migliori centravanti che abbiano mai militato nello Sporting Wergoa. Uno che la buttava dentro sempre e comunque. Destro, sinistro, ginocchio, testa. Anche di faccia, una volta. Gli arrivò un rilancio come una fucilata in pieno volto. Gli spaccò il setto nasale e il rimpallo finì in porta. Pisciava sangue come un tubo da dodici, ma questo non gli impedì di farsi tutto il campo di corsa per andare a esultare sotto la curva. I tifosi erano impazziti. Ve lo immaginate? Il vostro beniamino sotto la curva che esulta mostrandovi la maglietta piena del suo sangue. Era come buttare un cristiano in pasto ai leoni. Da quel giorno si tenne il naso storto- piegava sulla sinistra-, ma per lui niente valeva un goal. Neanche una donna, una macchina, o Gesù Cristo. C’era solo quello: lui, un pallone, una porta, e l’istinto del killer. Continue reading LA BANDIERA AMMAINATA

MA MINGYU, IL PRIMO (PACCO) CINESE IN SERIE A

Arrivò a Fiumicino il sabato più appiccicoso di un agosto rovente. Quell’anno a Roma era già più di una settimana che si stava sopra i 35 gradi. Ci arrivò dopo tredici ore di viaggio. Era ridotto uno straccio. Alzò lo sguardo, fissò il tabellone degli arrivi, accanto al numero del suo volo, CA939, c’era indicata una città inesistente: Likoma. Se fosse stato meno stanco avrebbe riconosciuto che quello era un presagio. Con lui c’era sua moglie. La figlia no, quella arrivò a fallimento già avvenuto. Continue reading MA MINGYU, IL PRIMO (PACCO) CINESE IN SERIE A

BIDONI: ROGERIO VAGNER E LA PROFEZIA DI ZEMAN

“Dove devo firmare?”

“Firma qui”, gli disse scocciato il procuratore, perché i procuratori in quegli anni di assegni a nove zeri avevano perennemente stampata in faccia quell’aria schifata di chi mentre sì arricchisce deve comunque sporcarsi con i soldi. Ma guarda un po’ cosa ci tocca fare.  Continue reading BIDONI: ROGERIO VAGNER E LA PROFEZIA DI ZEMAN

IBRAHIM BA, IL GUFO PORTAFORTUNA

“Come mai ho convocato Ibrahim Ba?  Perché mi è simpatico” – Carlo Ancelotti.

 

Ibrahim Ba, detto “Ibou” (in francese il gufo) pareva portasse fortuna. Nel maggio 2008, prima di una trasferta a Napoli, decisiva per la Champions, Carlo Ancelotti lo convocò a sorpresa tra i 21, pare per questioni scaramantiche.   Continue reading IBRAHIM BA, IL GUFO PORTAFORTUNA

THOMAS BERTHOLD, UN TEDESCO MOLTO ITALIANO

La parabola taroccata di Thomas Berthold ebbe un prezzo: 104 euro. Era il conto di un rimborso spese. Fasullo, si scoprì poi. Fu quello a fregare il figlio di Herr Junther Berthold, alto funzionario della Deutsche Bank di Francoforte.  Continue reading THOMAS BERTHOLD, UN TEDESCO MOLTO ITALIANO

GUSTAVO BARTELT, IL CANIGGIA TAROCCO

Il signor Francesco Emilio Rappanello era nato il 7 luglio 1858 a Valdagno, in provincia di Vicenza. Era cresciuto in campagna, tra gli stenti, ma aveva tenuto duro. si era sposato, era andato a vivere in città, aveva aperto una falegnameria, aveva avuto figli e i figli gli avevano regalato nipoti, era invecchiato di una vecchiaia serena. Quando morì era un uomo felice e rimborsato dal destino. Continue reading GUSTAVO BARTELT, IL CANIGGIA TAROCCO