NEXT GENERATION: ABEL RUIZ

Classe 2000, scuola Barcelona, Abel Ruiz è l’evoluzione spagnola di Robert Lewandowski. Un attaccante potente,ma che sa anche giocare per la squadra.

PREAMBOLO: “talento” durante il Rinascimento lo troviamo usato nel senso di ‘molto prezioso’ (derivante, per questa accezione, da talento come ‘antica unità di peso’), così come nell’attestazione di Francesco Colonna (1433-1527) dalla Hypnerotomachia Poliphili:

«Chi possiderà tanto inextimabile et talentoso tesoro?».

La risposta nelle righe che seguono.

 

Seguo il chico con barba già dal 2016, all’epoca dell’Europeo Under 17 giocato con i sotto età, in Azerbigian. In quel torneo Abel Ruiz trascinò a suon di reti (4) la Roijta in finale contro il Portogallo, perdendola poi solamente ai rigori.

Già in quella kermesse, Ruiz mi aveva fatto impazzire. Intravidi un modello di attaccante che per l’età che aveva (16 anni) non avevo ancora mai visto a certe latitudini.

Allora, in questi casi, si segna su un taccuino ed alla prima occasione si segue ancora. E l’occasione è arrivata al successivo Europeo Under 17, stavolta presenziato da capitano. Abel Ruiz, ça va sans dire, ha ri-trascinato la Spagna – sempre con gol di fattura benedetta – in finale, contro l’Inghilterra, vincendo però il prestigioso torneo continentale.

Bene, il taccuino è volato nell’aere, perché Ruiz da Almussafes mi ha convinto totalmente. E nonostante la mia sentenza, proprio ora mentre scrivo, lo sto seguendo al Mondiale Under 17 in India, dove, come è naturale che sia, sta disputando un eccellente avvio di competizione (già all’attivo 2 reti in 2 presenze, ma con prestazioni importanti, condite da giocate tecniche squisite e sbalorditive).

VIDEO – LA DOPPIETTA DI ABEL RUIZ IN SPAGNA-NIGER 4-0 

Quanto di buono si dice di lui, non solo in Spagna, ma anche da noi (pare che la Juve lo stia seguendo), a livello giovanile sta trovando pertanto conferme in ogni tappa del suo sviluppo, ed è quindi per questo che si deve iniziare a parlarne seriamente del ragazzo. Approfondirne pregi e difetti, ma esaltarne la forza moderna. Il Barcellona l’ha fatto esordire con la selezione under 19, pur essendo di due anni più giovane.

Abel Ruiz è una prima punta. E’ un attaccante che ha sempre giocato centrale in un reparto a 3. Nato all’interno della cultura e della filosofia spagnola, votata al gioco tecnico, movimentale, ed offensivo del 4-3-3 totalizzante.

Ciò che abbaglia è la tecnica di base, oltre che per la semplicità di come sa controllare il pallone sotto pressione. A vederlo giocare è una bellezza, perché pare unirsi fisicamente alla squadra, in un modo quasi metafisico. La Spagna “gioca” a calcio, a “quel” calcio associativo, perché Ruiz, la prima punta con la barba, glielo permette.

La chiave di apertura verso il mondo di elite – a prescindere dalla tecnica e dalla fisicità che lo contraddistingue – è il fatto che Ruiz sa che il calcio è un gioco partecipativo, di squadra, e che la tecnica è utile anche e soprattutto se messa a disposizione del collettivo, non solo per arrivare al gol.

Ha capito, cioè, che un attaccante non si deve giudicare solo in base ai gol segnati, che comunque sono una caterva, ma da altre ed ultronee conoscenze.

Con me, fortuna sua, sfonda una porta aperta: da sempre ritengo che un attaccante che sa solo segnare è un lusso, per il livello a cui aspiri. Certamente se la testa ti dice che te ne freghi se poi la tua carriera si fermerà al Granada o al Leganes, allora vai a casa che fai prima. Ma se ho inteso il livello, anche mentale, di Abel, l’aspirazione è massima.

VIDEO – GOL DEL BAMBINO ABEL RUIZ

Ed ho le (prime, sebbene concise) prove di quel che affermo. Il nostro, all’indomani del debutto tra i pro in Seconda Divisione, contro il Tenerife, ha dichiarato quanto segue, ai microfoni di sport.es (ripresa in data 3.9.2017): “Estoy muy contento por el debut como titular en Segunda A. Ahora, a seguir creciendo”.

Ahora a seguir crescendo. Memorizzate queste parole.

Riprendendo il discorso tecnico-tattico fatto sopra, aggiungo – anche per far capire che tipologia di punta sia – che Ruiz resta filosoficamente un grande centravanti d’area che sa segnare in ogni modo. Sviluppando con gli anni (anche della Masia) la sua eccitante qualità tecnica individuale, ha una influenza offensiva anche fuori dall’area.

Non è solamente, insomma, un riferimento centrale, perché sa fare spazio anche per il rimorchio da dietro, avendo una capacità naturale di muoversi in orizzontale e in diagonale per smarcarsi e creare spazi.

Dicevo poco fa che pare unirsi fisicamente alla squadra, in un modo quasi metafisico. Quando lo guardi in campo ti accorgi che è già un giocatore professionista per cosa combina. Ha una supremazia tecnica che sfrutta divenendo una risorsa determinante per muovere la difesa avversaria, che può tradursi in azioni che sa influenzare da solo, pur partendo spalle alla porta. In caso di transizione offensiva, gioca di sponda anche dopo eventualmente il primo controllo (per far salire la squadra, ed appoggiare o concludere). In caso di attacco basico, con marcatura addosso, si allunga la palla (destra o sinistra) e dopo aver creato distanza dal difensore, sceglie se appoggiarsi in corto od in lungo.

Azione uguale reazione:

– sapendo muoversi e smarcarsi dai profondità alla squadra;

– coprendo tutto il fronte offensivo non dai punti di riferimento;

– giocando in partecipazione, dai continuità e fluidità di manovra;

Se poi, il tutto è condito dalla sua mobilità aerobica e dalla tecnica, e dal fatto financo che è praticamente ambidestro, capite che ti da soluzioni incredibili. Eccitanti.

Ed in tal senso vi do un esempio che spiega bene sia la filosofia spagnola, ma soprattutto chi è Abel Ruiz. Siamo al Gradski Stadion, impianto che ha ospitato la finale dell’Euro under 17 di quest’anno, tra Spagna-Inghilterra. Il gol del pareggio della Rojita, siglato da Mateu Morey (un terzino effervescente e di luccicanza liturgica, ovviamente di proprietà del Barça Juvenil B) è sic et simpliciter ciò che rende speciale il bambino con la barba, ed è ciò che avvicina al gol ideale che ogni appassionato utilizzerebbe per spiegare il concetto di fútbol secondo gli spagnoli, affermandone l’idea del suo primato celestiale.

 

 

VIDEO – SPAGNA-INGHILTERRA, FINALE EURO 2017

Visto che roba la semplicità? Tracciante verticale di Moha per Ruiz, il quale piazza di prima un cioccolatino fondente per il rimorchio di Morey, che con la velocità di chilotoni magnetici, arriva al tiro di prima, buttando giù la porta.

La cosa terrificante però è la seguente: la sequenza di passaggi dura due secondi netti, ed i protagonisti usano il piede debole.

E’ una sinfonia. E’ il calcio di Abel Ruiz. Un calcio sinora visto in competizioni giovanili, ma che sta esplodendo con forza inarrestabile anche tra i professionisti.

VIDEO – ILPRIMO GOL DI ABEL RUIZ TRA I PRO

Il gol contro il Granada alla seconda partita tra i grandi. Lancio dal parcheggio, palla arpionata quel tanto che basta per portarla avanti, e tocco effervescente ad insaccare senza troppi problemi. Questo è un gol che ti qualifica, e basta.

Dicevo dei tanti pregi, ma bisogna anche dare conto dei difetti. L’attitudine lacunosa principale, a mio avviso, è il gioco aereo. Questo è un difetto che ha bisogno di essere limato. Non lo trovo comunque così essenziale per poter diventare il prototipo di attaccante moderno, che segnerà, verosimilmente – almeno questa è la speranza – un’epoca, unitamente ai già formati K. Mbappè, T. Werner, G. Jesus, L. Sanè, J.K. Augustin, O Dembelè, od a quelli in divenire, come J.F. Arp, A. Gouiri, J. Sancho, Vinicius Jr, Brenner.

Ultima notazione. Leggo di paragoni soprattutto di attaccanti spagnoli (Morientes e Negredo su tutti). Io mi sposto sul campo internazionale, che è un po’ quello che mi garba di più: Lewandowski. Abel Ruiz è l’evoluzione spagnola di Robert Lewandowski.

 

Ahora a seguir crescendo.

 

Abel Ruiz.
Data di nascita: 28-1-2000.
Luogo di nascita: Almussafes.
Altezza: 1.84.
Club: Barcellona.
Scadenza contratto: 30-6-2019.
CARRIERA GIOVANILE
Valencia.
2012– Barcelona.
CARRIERA PRO
2017– Barcelona B 3 Presenze (1 Gol).
NAZIONALE
2015– Spagna U17 31 Presenze (21 Gol).

 

SCHEDA DI CHRIM10.

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