BIDONI: MOMO SALAH, IL BIDONE AL CONTRARIO

Notte del 24 Aprile 2018.
Si sono appena spenti gli echi sportivi di Anfield, dove in una onirica semifinale d`andata di Champions
League, una Roma narcotica si è appena lasciata condurre al macello come un abbacchio nel mattatoio di Liverpool.Non si sa se la Roma confezionerà un’altra eroica rimonta come nei quarti contro il Barcellona, ma non è questo il punto. Parliamo di bidoni e la partita di Anfield ne ha evidenziato soprattutto uno. Non tutti i bidoni sono giocatori scarsi comprati per buoni: ci sono anche i bidoni al contrario. Quelli che giocano come mostri, ma non più per te. I bidoni al contrario, come Mohamed Salah.

Ad Anfield, il buon Momo ha letteralmente devastato la Roma: la squadra, la dirigenza, i tifosi. Due gol, due assist, inserimenti a ripetizione, tecnico, atletico e veloce, da solo ha sfiancato una squadra intera per un`ora buona. Il suo – diciamo – “marcatore diretto”, un certo Juan Jesus, a fine partita si vocifera abbia chiesto assistenza psicologica.
Un bravo ragazzo, il povero Juan Jesus. Volto e fisico da incursore del BOPE, il passo meno. Veder giocare, il buon brasiliano, una semifinale di Champions di fronte a uno come Salah è un po` come
quei video che Facebook ti presenta con la censura perchè cruento. Uno clicca lo stesso, e magari è il video di un gruppo di allevatori di pollame: sangue ovunque, piume ovunque, pollaio rivoltato e galline sbranate dalla volpe. Sotto, gli improperi e i lamenti dell`allevatore che ha girato il video e descrive il fatto. Una pena infinita.

Ma non è Juan Jesus il bidone in argomento. E` proprio Salah.
Tornate dal lavoro e trovate l`avviso di sfratto perchè la vostra amabile nonnina ha venduto a poche migliaia di Euro la casa, con suppellettili, gioielli, arredamento e pure il nonno dentro.
Non è forse un bidone dei peggiori?
Prendere un bidone non solo è solo acquistare a costi esorbitanti della paccottiglia, è anche cedere qualcosa di valido in cambio di poco è un bidone. Qualcosa di molto valido, come Mohamed Salah, che giocava nella Roma fino a pochi mesi prima.

Venduto per due noccioline al Liverpool, l’egiziano incontra pochi mesi dopo la Roma in una semifinale di Champions e la demolisce, da solo. A un prezzo di poco inferiore, la Roma ha comprato il ceco Patrick Schick, che a definirlo evanescente lui sgrana gli occhi, sorride e ringrazia.
Lo stanno ancora aspettando come Godot, Schick. Nello stesso tempo in cui il ceco, definito e comprato come giocatore di classe superiore, si è ambientato alla Roma e ha segnato un paio di golletti contro Torino e Spal, Salah non ha perso tempo a familiarizzare con il Liverpool di Jurgen Klopp e di gol ne ha segnati oltre quaranta. Al netto dei bonus, un gol per ogni miliardo speso, che per un giocatore del genere sono davvero due noccioline e una fetta di cacio.
Ma non è nemmeno Schick un bidone di cui parlare. Forse nel futuro per lui si apriranno le porte della
gloria. Chi lo sa.

Il bidone in argomento è proprio Salah. Un mostro, e giocava per te. Lo svendi per appianare i conti del fair play finanziario. Poi però compri un fantasmino con gli stessi soldi. E vieni punito. Lui, Salah, ti punisce. Lo si potrebbe odiare, per questo; e invece proprio non ci si riesce. Momo ha la faccia barbuta ma gentile, segna il primo gol, si ricorda che era romanista fino a pochi mesi prima e nemmeno esulta, alza le braccia quasi nel segno di scusarsi. Prima della partita, sempre col suo sorrisone smagliante, aveva abbracciato uno ad uno quegli ex compagni che pochi minuti dopo avrebbe sbranato.
Non fosse musulmano sembrerebbe uno di qui frati che danno l`estrema unzione prima che il boia faccia il suo lavoro.

Da buon credente qual è, prega, il buon Momo Salah: religiosissimo, invoca il suo Dio prima di ogni
partita, e ad ogni gol. Probabilmente lo ringrazia anche, e fa bene: ad avere un decimo del talento di Momo, uno passerebbe la giornata ad accendere candele fra una partita e l`altra.
Ad ogni preghiera di Salah, la tifoseria romanista rispondeva, forse in modo non altrettanto santo, con altri tipi di invocazioni. Divine alcune, terrene altre. Molto, terrene. Molte, rivolte ai bidoni presi. Di tutti i tipi. Nel calcio esistono tante categorie di bidoni, un po` come nelle isole ecologiche.
Quelli in entrata, quelli in uscita; quelli in maglietta ma anche quelli che non indossano magliette.
Momo Salah. Uno dei pochi che riesce a essere un campione vero e un bidone assieme. E un rivelatore indiretto di altri bidoni.

 

LIVERPOOL-ROMA 5-2 (primo tempo 2-0)
MARCATORI: -Salah (L) al 35′ e al 45′ p.t.; Mané (L) all’11’, Firmino (L) al 16′ e al 24′, Dzeko (R) al 36′, Perotti (R) su rig. al 40′ s.t.
LIVERPOOL (4-3-3): Karius; Alexander-Arnold, Van Dijk, Lovren, Robertson; Oxlade-Chamberlain (dal 18′ p.t. Wijnaldum), Henderson, Milner; Salah (dal 30′ s.t. Ings), Firmino (dal 47′ s.t. Klavan), Mané. (Mignolet, Clyne, Moreno, Solanke). All. Klopp.
ROMA (3-4-1-2): Alisson; Fazio, Manolas, Jesus (dal 22′ s.t. Perotti); Florenzi, De Rossi (dal 22′ s.t. Gonalons), Strootman, Kolarov; Nainggolan; Ünder (dal 1′ s.t. Schick), Dzeko. (Skorupski, Peres, Pellegrini, El Shaarawy). All. Di Francesco.
ARBITRO: Brych (Ger).
NOTE: ammoniti Jesus (R), Alexander-Arnold (L), Lovren (L) per gioco scorretto, Henderson (L) per proteste, Fazio (R) per c.n.r. Recupero: 2’ p.t., 4’ s.t.

 

 

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