BIDONI: CAIO, IL DOTTORINO AMICO DI ROBERTO CARLOS

 

 

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Aveva l’aria del manager rampante, quello che a vent’anni sta nel consiglio di amministrazione di una multinazionale raccomandato dallo zio che conta. Gessatino firmato in frescolana, cravatta intonata, valigetta di cuoio finto-consumato, pelle liscia da beauty farm e sorriso a scatto, da esibire ogni volta che… Mica per niente lo chiamavano il “Doutorinho”, il “Dottorino”.

A vent’anni lui stava nell’organico dell’Internazionale, più comodamente Inter. Si chiamava Caio Ribeiro Decoussau, più comodamente Caio. A raccomandarlo era stato il connazionale Roberto Carlos, talentuoso terzino di passaggio a Milano. Infatti il giorno della presentazione disse: “Sono amico di Roberto Carlos”. Come biglietto da visita, poteva bastare.

Si iscrisse subito alla Bocconi, facoltà di Economia e commercio: gli parve più utile che imparare gli schemi dell’inglese smunto Roy Hodgson. Preceduto da una fama che lo voleva fenomenino nell’Under 20 del Brasile e nel San Paolo lanciato dal monumento brasiliano Tele Santana, Caio indubbiamente era un asso nelle public relation.

Quando i tifosi glielo chiedevano, non si limitava a un banale autografo – svolazzo da gallina zoppa con il numero di maglia a fianco – tipico di tutti i suoi colleghi. Faceva di più. Faceva di meglio. Scriveva: “Grazie per l’affetto che mi dimostri. Spero di continuare a meritare la tua attenzione”. Non era un autografo, era l’opuscolo di un rappresentante di detersivi.

L’Inter lo pagò sette miliardi e mezzo. Andò ad abitare dalle parti di via Montenapoleone, su consiglio della bellissima sorella Thais, aspirante modella con le idee più chiare del fratellino. All’Inter praticamente non vide mai il campo. Moratti rifilò il pacco al Napoli.

“Sono il nuovo Careca”, annunciò con voce ferma. Qualche tempo dopo qualcuno fece notare che anche uno dei cani, pastori tedeschi di razza, che il presidente del Napoli Corrado Ferlaino teneva nella sua villa dietro corso Vittorio Emanuele si chiamava Caio. Nessuno seppe mai se il soprannome fu dato prima o dopo l’arrivo del centravanti-manager. Che si chiamava Caio come uno dei tanti. Che fu brocco come solo lui seppe esserlo.

 

 

Caio Ribeiro Decossau

NATO IL: 16 Agosto 1975, São Paulo (Brasile)

RUOLO: Attaccante

SOPRANNOME: Doutorinho

CARRIERA

1994–1995 São Paulo

1995–1996 Internazionale

1996–1997 Napoli

1997 Santos

1998–1999 Flamengo

2000 Santos

2001 Fluminense

2002 Flamengo

2003 Grêmio

2004 Rot-Weiß Oberhausen

PALMARES CLUB

São Paulo

1 Supercoppa Sudamericana: 1993

1 Recopa Sudamericana: 1994

1 Coppa CONMEBOL: 1994

Santos

1 Torneo Rio-San Paolo: 1997

Flamengo

1 Copa Mercosul: 1999

PALMARES INDIVIDUALE

1 Pallone d’oro del campionato del mondo Under-20: Qatar 1995

NAZIONALE: 1996   Brasile, 4 Presenze, 3 Gol

TRATTO da da  “Bidoni – L’incubo” di Furio Zara, Kowalski editore, Milano

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