5 MAGGIO 2002: CRONACA DI UN BARELLIERE

Io faccio il barelliere. Lavoro la domenica, allo stadio Olimpico. Quel giorno manco dovevo esserci. Avevo chiesto le ferie. Due mesi prima le avevo chieste. “C’è bisogno di te – mi hanno detto – E’ una partita importante, c’è bisogno di tutti”.  Continue reading 5 MAGGIO 2002: CRONACA DI UN BARELLIERE

PALLA IN CURVA: STORIA DI UN GOL SBAGLIATO

Quando si dice Mario Pastorelli si dice “palla in curva”. Nell’immaginario di milioni di tifosi è rimasto quel gesto, quel tiro, a pochi metri dalla porta vuota nella finale di coppa, e quella palla che si alza, inesorabilmente, a disegnare un arco nel cielo, e finire in curva. E tutto questo a pochi minuti dalla fine, dopo una cavalcata di ottanta metri, uno slalom che aveva lasciato i difensori come birilli, e il portiere a terra, qualche metro indietro, già rasseganto a raccogliere la palla dall’erba sul fondo della rete.  Continue reading PALLA IN CURVA: STORIA DI UN GOL SBAGLIATO

RENATO VILLA, UN OPERAIO IN SERIE A

Qui si racconta la favola del brutto anatroccolo che comparve all’improvviso nel paese dei cigni, con la tuta da magazziniere ancora addosso e una carta di identità che diceva: Villa Renato di Castelleone, anni ventotto, professione operaio.  Continue reading RENATO VILLA, UN OPERAIO IN SERIE A

HARRY GREGG, IL SOPRAVISSUTO DI MONACO

James Thaine, il pilota, mi gridò: “Scappa, stupido bastardo che adesso scoppia”. Non lo so. Non so dove trovai il coraggio. So che invece tornai indietro. Dentro il relitto in fiamme. Presi una bambina e la tirai fuori di lì. Tirai fuori una donna. Poi Bobby Charlton e Dennis Viollett. Li gettai fuori da quel che restava dell’aereo. Ci salvammo in ventuno e per tutti io diventai Harry Gregg, l’eroe di Monaco. Continue reading HARRY GREGG, IL SOPRAVISSUTO DI MONACO

BERT TRAUTMANN, DA NAZISTA A BARONETTO

Quando gliene parlai occhi negli occhi, Sepp Herberger  fu subito drastico. Mi disse che in nazionale non poteva chiamarmi, non c’era posto per me, anche se ero uno dei migliori portieri di tutta Europa. Se avessi giocato nel campionato tedesco, ecco, forse una soluzione si sarebbe potuta trovare, o neppure, chi lo sa, lui all’inizio disse così.  Continue reading BERT TRAUTMANN, DA NAZISTA A BARONETTO

JAN JONGBLOED, L’INTRUSO DELL’ARANCIA MECCANICA

Mi chiamarono un mese prima dei Mondiali. Jan, riproviamo. Mancavo in nazionale da dodici anni, mica cinque minuti, e stavo entrando a far parte della Grande Olanda. Continue reading JAN JONGBLOED, L’INTRUSO DELL’ARANCIA MECCANICA

IL SIMPATICO HONDURAS E LA MINACCIA A SPAGNA 1982

Non sapevamo picchiare, non sapevamo perdere tempo e avevamo la mano sul petto mentre suonava l’inno nazionale. E’ peccato essere poveri, è peccato essere piccoli. E allora ci fecero fuori.

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FRANK BORGHI E LO SCHERZETTO AI MAESTRI INGLESI

Qualche anno fa vennero a chiedermi che fine avessi fatto e dove fossi finito. Ero sempre stato lì, che novità, nella mia Saint Louis. Avevo aperto un ufficio di pompe funebri, da sempre il ramo di famiglia. Da ragazzino guidavo io il carro per la ditta di mio zio, Paul Calcaterra. Sulla Hill. Eravamo quasi tutti italo-americani in città. I miei figli se ne sono andati a Kansas City, qualcuno aveva cominciato a giocare a calcio come me, poi hanno smesso.

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IL CORAGGIO E L’INCOSCENZA DI ARTURO DELRIO

Diciamocelo, difficilmente avrete mai sentito parlare di Arturo Delrio, a meno che non siate di quei tipi puntigliosi che conoscono a menadito tutte le statistiche e le curiosità del fùtboll. E anche in quel caso bisognerebbe comunque essere ferrati in una certa epoca storica, un determinato contesto; affezionati a un particolare modo di pensare, concepire, e anche, perché no, vivere, il mondo del pallone. Continue reading IL CORAGGIO E L’INCOSCENZA DI ARTURO DELRIO