CENERENTOLA AI MONDIALI: KUWAIT 1982

Ai Mondiali 1982, il Kuwait diventò famoso per l’invasione di campo dello sceicco Fahad contro la Francia. Le parole del portiere Ahmed Al-Tarablusi, raccontano uno degli episodi più strani della storia dei Mondiali, in uno spezzone tratto dal libro “Cenerentola ai Mondiali” di Matteo Bruschetta.

 

“Al nostro arrivo in Spagna non c’era nessun giornalista o curioso ad aspettarci. Totale indifferenza, anche nel nostro ritiro di Tordesillas, nella comunità autonoma di Castilla e Leon. Il presidente della federazione calcistica, lo sceicco Fahad, ebbe un’idea brillante, un’operazione di marketing notevole. Minacciò che il Kuwait non sarebbe sceso in campo, se non ci avessero lasciato portare con noi la nostra mascotte, il cammello Haydoo. Bluffava ma il circo mediatico abboccò e il giorno stesso, nel nostro albergo di Tordesillas, era un continuo via vai di giornalisti e fotografi, incuriositi da Haydoo. Il cammello era stato fatto arrivare dal Marocco, dove aveva “recitato” con Anthony Quinn ne “Il Messaggio”, un film che racconta la storia dell’Islam.

Haydoo si rivelò un portafortuna nella partita d’esordio contro la Cecoslovacchia, allo stadio “José Zorrilla” di Valladolid. L’inizio però non lasciava presagire nulla di buono e al 20’ l’arbitro assegnò un generoso rigore ai nostri avversari. Sul dischetto si presentò il loro capitano, Antonin Panenka, l’inventore del rigore a cucchiaio nella finale degli Europei 1976. Io lo sapevo e rimasi fermo immobile al centro della porta. Forse Panenka sapeva che io sapevo e piazzò il pallone alla mia destra. Pur in svantaggio, non ci siamo disuniti e abbiamo giocato meglio della Cecoslovacchia. Il nostro momento di gloria è arrivato a inizio ripresa quando “Re” Al-Dakhil ha preso palla poco dopo il centrocampo, è avanzato fino alla trequarti e ha fatto secco il portiere Zdeněk Hruška con una bordata all’incrocio. Fu un gol stupendo, votato tra i più belli del Mondiale. I cecoslovacchi erano bolliti dal gran caldo, non ci siamo accontentati del pareggio e abbiamo sfiorato più volte il gol della vittoria. Meritavamo di vincere ma il punto fu comunque un buon risultato, un bel modo per celebrare il 21esimo anniversario dell’indipendenza del Kuwait, che cadeva due giorni dopo, il 19 giugno.

Avevamo dimostrato al Mondo che eravamo molto più che una squadra folkloristica con un cammello come mascotte. Lo pensava anche Michel Platini, capitano della Francia, nostro prossimo avversario, che si disse impressionato dalla nostra organizzazione tattica. Affermò inoltre che Inghilterra e Kuwait erano le maggiori candidate al passaggio del turno. Già al tempo Platini sapeva farci come politico. Esagerò, ma era comunque vero che i francesi ci rispettavano e avevano studiato il nostro modo di giocare. Riuscirono a trovare il grimaldello per eludere la nostra trappola del fuorigioco e, infatti, il gol del 2-0 di Platini e del 3-0 di Didier Six arrivarono con inserimenti da dietro, mentre la nostra linea difensiva saliva. Riuscimmo ad accorciare le distanze con Abdullah Al-Buloushi, ma non fu quello il gol che ci rese famosi.

Al 79’ Platini servì Alain Giresse, che riuscì a incunearsi nella nostra difesa e segnò il 4-1 con un destro imparabile. I miei compagni si erano però bloccati come statue, perché avevano sentito un fischio. Pensavano fosse stato l’arbitro, il sovietico Myroslav Stupar, il fischio proveniva invece dalla tribuna. Chiariamoci: riguardandolo alla tv il gol era regolare, furono ingenui i miei compagni a fermarsi. In quel momento però ci sentivamo vittima di un’ingiustizia e circondammo l’arbitro per chiedere spiegazioni. Stupar non ci ascoltava e così minacciammo di uscire dal campo, in segno di protesta. Il nostro capitano Saad Al-Houti e i dirigenti in panchina tentarono la carta della disperazione e chiesero l’intervento dello sceicco Fahad, facendo ampi gesti verso la tribuna autorità. Fahad non si fece pregare ed entrò in campo, senza che la Guardia Civil facesse nulla per bloccarlo. Riluttanti con il nostro dirigente, i poliziotti spagnoli furono invece zelanti nel circondare il Ct della Francia, Michel Hidalgo, che per protesta rientrò furioso negli spogliatoi.

La situazione era kafkiana: giornalisti, fotografi, dirigenti e poliziotti avevano invaso il campo, alcuni calciatori francesi come Six ridevano divertiti, altri come Giresse ci dissero che stavamo facendo una figuraccia. Lo sceicco Fahad parlottò qualche minuto con l’arbitro e le sue abilità diplomatiche funzionarono. Stupar si consultò con il guardalinee e tornò sui propri passi, annullando il gol di Giresse. Dopo quasi dieci minuti di pausa, la partita ripartì con una palla a due, sul risultato di 3-1.

Il quarto gol francese arrivò comunque al 90’ con Maxime Bossis, ma il risultato contava poco. Tutto il Mondo parlava dell’invasione di campo del nostro sceicco. In Francia, Le Quotidien titolò: “Francia-Kuwait 4-1 con un emiro come arbitro” mentre Le Matin scrisse: “Storia di una tragicommedia”. Non rise invece la FIFA, che inflisse alla nostra federazione una multa di 25.000 franchi svizzeri, per il comportamento e le dichiarazioni dello sceicco. Fahad disse polemicamente che la FIFA era una mafia e non aveva rispetto per le piccole nazioni. Poteva permetterselo. Chi invece pagò cara la partita di Valladolid, fu Myroslav Stupar. Internazionale dal 1977, l’arbitro sovietico fu in breve radiato dalla FIFA ma continuò ad arbitrare in patria fino al 1991.

Dopo la sconfitta contro la Francia, le nostre speranze di qualificarsi erano appese a un filo, poiché avremmo dovuto sconfiggere l’Inghilterra con quattro gol di scarto. Una missione impossibile. La partita era in programma allo stadio San Mamés di Bilbao il 25 giugno, due giorni dopo l’inizio del Ramadam. Io altri miei compagni siamo mussulmani praticanti e la religione viene prima di tutto, anche di un Mondiale. Parreira e il suo staff provarono a convincermi a non digiunare, ma gli risposi che la vita è fatta di priorità e Allah è molto più importante di un pallone che rotola. Anzi, sono sicuro che Allah mi abbia aiutato a chiudere la partita contro l’Inghilterra, subendo appena un gol, un gran tiro di Francis alla mezzora. Il merito va diviso con i miei compagni: pensate che, solo nel secondo tempo, gli inglesi finirono in fuorigioco ben quindici volte. Concedere solo un gol ai maestri del calcio, fu per me un bel modo di chiudere la carriera internazionale con il Kuwait”.

 

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KUWAIT AI MONDIALI 1982

 

Primo turno:

17-6-1982, Valladolid: Cecoslovacchia-Kuwait 1-1 (21′ Panenka, 57′ Al-Dakhil)

21-6-1982, Valladolid: Francia-Kuwait 4-1 (31′ Ghenghini, 43′ Platini, 48′ Six, 75′ Al-Buloushi, 89′ Bossis)

25-6-1982, Bilbao: Inghilterra-Kuwait 1-0 (27′ Francis)

Classifica Gruppo 4:

Inghilterra 6 Punti, Francia 3, Cecoslovacchia 2, Kuwait 1.

Marcatori Kuwait:

Faisal Al-Dakhil e Abdullah Al-Buloushi 1 gol.

 

Le parole liberamente attribuite ad Ahmed Al-Tabulsi sono state ricostruite attraverso libri, articoli ed altre fonti storiche, e sono tutte ispirate a fatti realmente accaduti.

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