BIDONI: L’AUTOGRAFO DI CESAR GOMEZ

 

CESAR GOMEZ-RONALDO. CDT-BARCELONA 96.97

Trigoria, allenamento della Roma. I giocatori escono dallo spogliatoio, corricchiano verso il campo, da lì a qualche minuto comincerà la seduta pomeridiana. I tifosi aspettano in piedi oltre la rete di recinzione. 

Qualche calciatore si avvicina svogliato alla rete, l’aria è quella sazia da postpranzo, la smorfia che sorregge la bocca indica schifo a oltranza per questa banda di svogliati che li aspetta ogni giorno, tutti i giorni. È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Scambia due chiacchiere con i tifosi: “Eh, ci proviamo, eh sì, eh”, posa per una foto-ricordo, ogni tanto uno gli allunga una biro, allora il nostro fa uno svolazzo su un foglietto di carta e restituisce l’opera d’arte come chi fa il più grande dei regali.

All’improvviso, una voce: “Ao’, ‘a Cesar Gomez vièqquà “. Un tifoso sulla cinquantina, t-shirt troppo corta su panzone a botte e chili in soprannumero distribuiti a casaccio, si sbraccia all’indirizzo di un tale che se ne sta in disparte. “Vièqqua Cesar Gomez.” Non è una richiesta, è un ordine.

Il Cesar Gomez in questione è con gli altri, ma solo un po’. Fa parte del gruppo, ma non del tutto. È uno di loro, ma non proprio. Il Cesar Gomez in questione è un calciatore fuori organico. Si allena, da solo. L’hanno escluso dopo una partita sbagliata. Era arrivato a Roma con grandi speranze. L’avevano pagato sei miliardi, era nella lista della spesa di Zeman, non come prima scelta, va detto.

Eppure in Spagna era un fior di giocatore. Uno dei pochi in grado di annullare il Fenomeno Ronaldo, nella sua stagione di grazia in Catalogna. Un centrale difensivo di classe e temperamento. Era.  Da quando è a Roma non sembra più lui. Ha sbagliato una partita. E quella partita era il derby. La Roma ha perso per colpa sua. Ha vinto la Lazio 3-1, era il primo novembre del 1997. Un disastro. Da allora, Cesar Gomez è diventato un reietto.

“Vièqquà Cesar Gomez.” Il tifoso è sinceramente provato, un’altra volta e poi si incazza. “Vièqquà Cesar”. Cesar sta palleggiando per conto suo, toc, un ultimo tocco poi si avvicina anche lui alla rete, proprio mentre i compagni salutano i tifosi e si preparano per l’allenamento. Cesar e il tifoso sono a mezzo metro, divisi da una rete metallica verde.

Cesar aspetta, ha un po’ di paura. Il tifoso fa un sorriso bonario, tira fuori un foglietto dalla tasca dei pantaloni, si fa prestare una biro dal collega tifoso a fianco, e scrive il suo nome sul foglietto. Poi porge il pezzo di carta a Cesar Gómez del Rey, che lo guarda sorpreso, ma neanche tanto. “Embè”, gli fa l’amico. “Che hai fatto?” “Je o’ fatto l’autografo, je o’: me faceva pena.”

 

 

 

Cesar Gomez del Rey.

NATO IL: 23 ottobre 1967, Madrid.

RUOLO: Difensore.

CARRIERA

1984-1990 Real Madrid Castilla.

1990-1992 Real Valladolid.

1992-1997 Tenerife.

1997-2001 Roma.

 

 

TRATTO da “Bidoni – L’incubo” di Furio Zara, Kowalski editore, Milano.

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