I COGLIONI E I SOGNI DEL “FLACO” MENOTTI

menotti

César Luis Menotti detto “El Flaco” era un uomo affascinante, della bellezza senza tempo che hanno le statue dell’Isola di Pasqua. Così loro fissano il mare, così lui fìssa le partite. E niente sembra distoglierli dal sonno eterno che li avvolge. Non lo sciacquio delle onde, non l’entrata in tackle di un terzino carogna. 

Nel 1997 il lavoro di allenatore lo portò in Italia, a Genova, per allenare la Sampdoria. Era stato un tiro di dadi a farlo scegliere, aveva annusato il vento come fanno gli avventurieri solitari e aveva deciso: Italia, ti conquisterò.

Vent’anni prima aveva vinto la Coppa del Mondo con l’Argentina di Fillol/Olguin/Galvàn, filastrocca di una memoria premaradoniana che chi è nato in Sud America conserva nel cuoricino, tra i ricordi più cari anche se quelli – si era nel 1978 e sotto la dittatura – erano tempi grami.

Due mesi dopo il suo arrivo in Italia. Menotti stava discutendo la rescissione del contratto in piazza Campetto, sede della società. Lo avevano esonerato. Risultati al di sotto delle aspettative, rapporti nulli con la squadra, richieste esagerate in sede di mercato. Il suo karma non aveva avuto seguito. Ipnotico nell’eloquio, icona di un calcio fatato e visionario, liberò le menti di molti suoi giocatori.

Non riuscì però nell’impresa di far convivere in attacco l’anarchico Jùrgen Klinsmann con il “Cobra” Sandro Tovalieri, che qualche anno prima era entrato sparato come un direttissimo nella storia inventando la sciagurata moda di festeggiare i gol simulando un trenino, ciuff ciuff e tutti in fila. Ma questa è un’altra triste storia.

La mancata convivenza Klinsmann-Tovalieri fu una delle colpe che gli vennero imputate. E non fu la sola. Quando disse: “Per noi Balleri è importante quanto lo era Maradona nell’Argentina”, sfiorò sprezzante il senso del ridicolo e ne uscì alla grande dimostrando che quando si dicono certe cazzate basta stare seri e il più è fatto.

Il calciatore-scrittore che pensava con i piedi, Jorge Valdano, raccontò una cosa che rese Cesar Luis Menotti immortale e ne fece un mito corsaro e iconoclasta. Disse: “Tutti gli allenatori che ho avuto prima delle partite mi hanno sempre detto: Jorge, tira fuori i coglioni, invece la prima volta che lo incontrai, El Flaco mi disse: Jorge, tira fuori i tuoi sogni”. In Italia trovò troppi coglioni e pochi sogni, ammetterete che non è facile lavorare così.

 

 

Ipse Dixit:

“Ci sono un calcio di destra e un calcio di sinistra. Il calcio di destra dice che la vita è sofferenza. Richiede sacrifici, bisogna diventare di ferro e vincere con ogni mezzo. Obbedienza e funzionalità: è questo che quelli con il potere voglioni dai giocatori. E’ così che creano ritardati, utili idioti che vanno col sistema”. César Luis Menotti.

“Tutti gli allenatori che ho avuto prima delle partite mi hanno sempre detto: Jorge, tira fuori i coglioni, invece la prima volta che lo incontrai, El Flaco mi disse: Jorge, tira fuori i tuoi sogni”. Jorge Valdano.

 

César Luis Menotti.

NATO IL: 5 Novembre 1938, Rosario.

SOPRANNOME: El Flaco.

CARRIERA CALCIATORE

1960–1963 Rosario Central.

1964 Racing Club.

1965–1966 Boca Juniors.

1967–1968 New York Generals.

1968 Santos FC.

1969 Clube Atlético Juventus.

NAZIONALE: 1963            Argentina  2 Presenze, 0 Gol.

PALMARES GIOCATORE

Boca Juniors.

1 Primera División: 1965.

CARRIERA ALLENATORE

1970 Newell’s Old Boys.

1972–1973 Huracán.

1974–1982 Nazionale Argentina.

1983–1984 FC Barcelona.

1986–1987 Boca Juniors.

1987–1988 Atlético Madrid.

1989 River Plate.

1990–1991 Peñarol.

1991–1992 Nazionale Messico.

1993–1994 Boca Juniors.

1996–1997 Independiente.

1997 Sampdoria.

1997–1999 Independiente.

2002 Rosario Central.

2004 Independiente.

2006 Puebla.

2007 Tecos.

PALMARES ALLENATORE

Huracán.

1 Campeonato Metropolitano: 1973.

Nazionale Argentina.

1 Campionato del Mondo: Argentina 1978.

1 Campionato del Mondo 1979: Giappone 1979.

Barcelona.

1 Copa del Rey: 1983.

1 Copa de la Liga: 1983.

1 Supercoppa di Spagna: 1983.

 

 

TRATTO da  “Bidoni – L’incubo” di Furio Zara, Kowalski editore, Milano.

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