LE NOTTI BRAVE DI GIACOMO LIBERA

Il ragazzo che portava la maglia numero 11 e sembrava il nuovo Riva. Tutti e due erano del lago Maggiore: Gigi Riva di Leggiuno, Giacomo Libera di Ispra. Vicini di casa e piedi sinistri apparentemente simili. Libera, nel Varese dei primi anni Settanta, faceva coppia con Egidio Calloni non ancora Sciagurato.

Il Milan ingaggiò Calloni e opzionò Libera con una scrittura privata tra Albino Buticchi, presidente rossonero, e Guido Borghi, il signor “Ignis”, padre padrone dello sport varesino (basket in primis). La metà di Libera al Milan in cambio di “mezzo” De Vecchi e 200 milioni di lire.

Galeotta fu l’Inter di Fraizzoli, che rilanciò (800 milioni) e soffiò Libera ai cugini. Si scatenò un bordello perché Buticchi registrò di nascosto una conversazione in cui Borghi gli offriva 150 milioni per cancellare l’accordo e confidava che Fraizzoli gli aveva promesso tanto “nero” in Svizzera.

Libera era forte — memorabile un suo gol in rovesciata al Catanzaro — e non diventò il nuovo Riva perché sfortunato (“Più avanti mi spaccai i legamenti di un ginocchio, venni operato a Saint Etienne dal professor Bosquet, ma la gamba non la piego neppure oggi”) e perché amante della vita notturna. “La sera andavamo al Nephenta”, sorride il Giacomo 2007. Il Nephenta di piazza Diaz, a due passi dal Duomo di Milano, era l’equivalente dell’Hollywood di oggi. A mezzanotte entravano tutti lì. Attori, calciatori e belle donne. Bulli, pupe e gangsters. Il set di un film poliziottesco, la Milano degli anni Settanta.

Fraizzoli sospettava e mise due investigatori alle costole di Libera, come Moratti con Bobo Vieri. “Due sbarbati inesperti — ricorda Giacomo —. Un giorno li affrontai a brutto muso in una strada chiusa: che volete da me? Si misero a piangere e confessarono: signor Libera, è il nostro primo incarico, abbia pietà. Risposi: d’ora in poi sarete sempre miei ospiti al ristorante, però nei vostri rapporti scriverete che vado a letto alle ventidue.

I baby-detective accettarono e Fraizzoli per un po’ si complimentò con me dopo la messa della domenica alla Pinetina: bravo Giacomo, so che ti comporti come un vero atleta. Poi saltò fuori la la verità…. Forse mi tuffavo nella Milano by night perché da ragazzo, a Varese, ero cresciuto nel convitto De Filippis, specie di convento. Don Manzoni, il vice-rettore, svegliava tutti alle sei e mezza con un fischietto e ci faceva pregare”.

 

 

Giacomo Libera

NATO IL: 7 ottobre 1951, Varese.

RUOLO: Attaccante.

CARRIERA

1969-1970 Varese.

1970-1971 Verbania.

1971-1972 Como.

1972-1975 Varese.

1975-1977 Inter.

1977-1978 Atalanta.

1978-1979 Foggia.

1979-1983 Bari.

PALMARES CLUB

Varese

2 Serie B: 1969-1970, 1973-1974.

 

 

FONTE: ‘CI RITORNI IN MENTE’ DI SEBASTIANO VERNAZZA.

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