GLI SCHIZZI SPLATTER DI MAURO TASSOTTI

 

 

 

Chioma riccioluta, vagamente afro. Naso aquilino. Sguardo mite. Mauro Tassotti, romano de Roma, arriva al Milan nell’estate 1980, primo anno di Serie B dei rossoneri. E’ un terzino destro che marca la seconda punta avversaria, se vogliamo il tipico terzino anni Ottanta, rude e ai limiti del regolamento.

Tassotti si fa subito una reputazione di tremendo, poche giornate dopo il suo esordio in A, a 21 anni. Il 25 Ottobre 1981 gioca il suo primo Milan-Inter, sesta giornata di campionato, derby numero 189, dopo un anno di sosta forzata. Sole, fa un freddo cane, partita scadente, con poche occasioni, la risolve l’interista Gabriele Oriali a metà ripresa. Una match duro, con 60 falli in totale, 26 falli l’Inter, 34 il Milan, con Icardi (11) e Tassotti (9) particolarmente attivi nel menare Beccalossi.

A 2 minuti dalla fine, Oriali ancora protagonista, ma ne avrebbe fatto volentieri a meno. Lele va di testa in contrasto aereo e si becca una scarpata a faccia da Mauro Tassotti, in evidente ritardo (QUI il video). Scarface Oriali riporta una ferita lacerocontusa allo zigomo lunga cinque centimetri e profonda tre millimetri. Un vistoso taglio, che sarà ricucito con 34 punti di sutura. Il tecnico nerazzurro, il “Sergente di ferro” Eugenio Bersellini ci scherza su: «Per Natale, alla Pinetina, allestiamo una recita. Vorrà dire che gli faremo fare la parte di Frankenstein».

LeleOriali

Kung Fu Tassotti viene messo alla berlina da stampa e tv mentre lo stesso Oriali e un altro duro, Claudio Gentile, lo scagionano alla Domenica Sportiva. Tassotti viene solamente ammonito, sono i tempi dell’impunità, ben prima dell’avvento della prova Tv. Il Tasso ha una reputazione, che col tempo migliorerà.

Al termine di quella stagione il Milan retrocede di nuovo in Serie B mentre Lele Oriali vince i Mondiali di Spagna, ispirando anni dopo la canzone di Ligabue, che lo renderà popolare anche tra le casalinghe di Voghera.

La carriera di Mauro Tassotti ha invece una prima svolta nel 1984, con l’arrivo al Milan del Barone Nils Liedholm, che gli insegna l’arte della zona. Da grezzo terzinaccio, Tassotti diventerà un professore della zona con Arrigo Sacchi e sarà uno dei cavalieri dell’Apocalisse rossonera, che ha vinto tutto in Italia e in Europa. Da destra a sinistra: Tassotti, Baresi, Costacurta, Maldini. Fare il fuorigioco è molto meglio che menare e Tassotti si evolve in un difensore moderno, guadagnandosi il soprannome di Djalma Santos.

Quando nel 1992 Arrigo Sacchi diventa Ct della Nazionale, si affida a un usato sicuro e convoca Mauro Tassotti, esordiente in Nazionale a 32 anni. La sua unica competizione in azzurro erano state le Olimpiadi di Seoul 1988, quelle dell’umiliante 4-0 subito dallo Zambia.

 

Nel 1994 Tassotti solleva da capitano la Coppa dei Campioni dopo Milan-Barcelona 4-0 e viene convocato per i Mondiali americani. A causa della distribuzione delle maglie per ruolo e in ordine alfabetico, al Tasso tocca un’insolita maglia numero 9. Avrà l’occasione di indossarla all’esordio con l’Irlanda e ai quarti con la Spagna, sua settima e ultima partita in Nazionale.

E’ il 9 Luglio 1994, al Foxboro di Boston, casa di una squadra di football americano, i New England Patriots.  Tassotti rende onore al tempio della palla ovale con un blocco stile football, il famoso codazo, la gomitata, a Luis Enrique. Una scena splatter, con lo spagnolo che gli grida “Hijo de puta” con i rivoli di sangue che gli escono dal naso. E’ il minuto 86, sul risultato di 1-1, pochi minuti prima del 2-1 di Roby Baggio. Il delitto quasi perfetto, l’arbitro ungherese Pull non vede nulla, l’occhio della telecamera però sì ( QUI il link).

La condizionale se l’era già bruciata con Oriali, i tempi sono cambiati e stavolta la punizione è esemplare. Mauro Tassotti è il primo calciatore della storia dei Mondiali ad essere squalificato per la prova tv. Si becca 8 giornate di squalifica, è l’agnello sacrificale della FIFA, che ha cominciato ad entrare in tackle sul gioco duro.

La carriera di Mauro Tassotti si conclude nel 1997, dopo 584 presenze con il Milan. I due schizzi da killer sono finiti in prescrizione, giustamente oscurati da tantissimi trofei vinti in rossonero. Diventa prima tecnico della Primavera e, dal 2001, vice allenatore in Serie A, affiancando Ancelotti, Allegri, Seedorf e Inzaghi. Dall’estate scorsa, con l’arrivo di Mihajilovic in rossonero, Tassotti è diventato osservatore dei rossoneri.

Secondo Federico Buffa, noto milanista, «Berlusconi non ha mai voluto Tassotti allenatore del Milan solamente per via del suo naso».

 

 

Mauro Tassotti

RUOLO: Terzino Destro

NATO IL: 19 gennaio 1960, Roma

SOPRANNOME: Tasso, Djalma Santos

SQUADRA DEL CUORE

Milan, 584 presenze, 10 gol, 17 stagioni (1980–1997)

PALMARES CLUB

Milan

5 Serie A: 1987-1988, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996

4 Supercoppa italiana: 1988, 1992, 1993, 1994

3 Coppa dei Campioni: 1988-1989, 1989-1990, 1993-1994

3 Supercoppa UEFA: 1989, 1990, 1994

2 Coppa Intercontinentale: 1989, 1990

2 Serie B: 1980-1981, 1982-1983

1 Coppa Mitropa: 1981-1982

NAZIONALE: Italia, 7 Presenze, 0 gol, Finalista Mondiali USA 1994

 

 

Tabellino della partita:

Milan-Inter 0-1

MANIFESTAZIONE: Serie A 1981-82, Giornata 6, 25 ottobre 1981

LUOGO: San Siro, Milano

MILAN: Piotti, Tassotti, Maldera,  Icardi, Collovati, Battistini, Buriani, Novellino (70’ Jordan), Antonelli, Moro (70’ Evani), Romano. ALLENATORE: Radice

INTER: Bordon, G.Baresi, Oriali, Pasinato (83’ Bachlechner), Bergomi, Bini, Bagni, Prohaska, Altobelli (77’ Serena), Beccalossi, Centi. ALLENATORE: Bersellini

ARBITRO: Barbaresco di Cormons

GOL: 69’ Oriali

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