HRISTO STOICHKOV, DIO È BULGARO

Stoichkov

 

 

Dio è bulgaro“, rivelò tronfio nel Giorno del giudizio. Hristo Stoichkov credeva in Dio e credeva in se stesso: spesso si ebbe l’impressione che fosse una fede unica. 

Dio è bulgaro“, e accompagnò l’impegnativa affermazione con una sana grattata di palle, stravaccato sul divanetto della hall dello Hotel Scanticon di Princeton, stato di New York, Stati Uniti. “E oggi gioca con noi“, buttò là con nonchalance, mentre i giornalisti prendevano nota, “Dio gioca con lui“, poi si alzò e uscì di scena, t-shirt, capello ingellato, bermuda con il cavallo basso e sorriso strafottente da bagnino di Riccione nell’ora del desio.

Estate 1994, Mondiali Usa: semifinale Italia-Bulgaria. Sicuro di vincere, come sempre: King Kong che si batte il petto sul grattacielo. Spaccone, ras del quartierino, selvaggio, istintivo, una divinità in Bulgaria, un genio capriccioso in Spagna, una “ciofeca smorta” in Italia, “una bomba a orologeria, anzi no: un vero imbecille” secondo Johann Cruijff; provocatore, attaccabrighe, Mike Tyson con i tacchetti, faccia da ergastolano, fisico tozzo, stomaco a pelle di tamburo, ma generoso come solo sanno esserlo nell’immaginario popolare i più efferati boss mafiosi: in fondo, che cosa avrà fatto poi di male?

A dieci anni morde la mano di un compagno di scuola che gli ha parato un rigore, a diciannove scatena una rissa durante la finale della Coppa di Bulgaria tra Cska Sofia e Levski Sofia e riesce nell’impresa di far sciogliere dalla Federazione le due società. Squalificato a vita, poi perdonato con l’amnistia per i Mondiali del 1986, infine addirittura nominato maresciallo dell’esercito per meriti sportivi. A ventiquattro anni è già in Spagna, nel Barca di Cruijff, e durante un Barcellona-Real Madrid si avvicina all’arbitro Urizar Azpitarte che lo ha appena espulso, “hijo de puta“, e gli zompa a pie pari sull’alluce, tiè. Sei mesi di squalifica, poi ridotti a due. Sette bracciali d’oro ai polsi, piede mancino che unisce potenza e precisione, quattro scudetti, quattro Supercoppe e una Coppa dei Campioni con il Barca, Scarpa d’oro nel 1988 e nel 1989, Pallone d’oro nel 1994, il Parma l’anno dopo lo compra per dodici miliardi, sei finiscono in tasca a lui. Però in Italia fallisce. Svuotato: di rabbia, di stimoli. Senza nemici all’altezza, non è più lui. Un anno, poi l’addio.

A proposito, il giorno in cui annunciò al mondo che “Dio è bulgaro” gli sfuggì un dettaglio: l’Italia schierava il Buddha di Caldogno, Roby Baggio. Buddha batté il Dio bulgaro 2-1, doppietta in cinque minuti. Il nostro era furioso, alla fine della partita cercò le telecamere si schiarì la voce, esibì la faccia più da paraculo del suo pur vasto repertorio. “Abbiamo perso.” Pausa, colpo di tosse. “Dio è sempre bulgaro, ma l’arbitro era francese“, e Franti sorrise.

 

Hristo

 

 

Hristo Stoichkov

RUOLO: Attaccante

NATO IL: 8 Febbraio 1966, Plovdiv (Bulgaria)

SOPRANNOME: el Pistolero

SQUADRA DEL CUORE: Barcelona, 269 Presenze, 124 gol, dal 1990 al 1995, dal 1996 al 1998

IN ITALIA: Parma, 31 Presenze, 7 gol, 1995-96

SQUADRE:

1982–1984          Hebros

1984–1990 CSKA Sofia

1990–1995 Barcelona

1995–1996 Parma

1996–1998 Barcelona

1998 CSKA Sofia

1998 Al-Nassr

1998–1999 Kashiwa Reysol

2000–2002 Chicago Fire

2003 D.C. United

PALMARES CLUB

CSKA Sofia

3 Campionati Bulgari 1987, 1989, 1990

4 Coppe di Bulgaria 1985, 1987, 1988, 1989

1 Sueprcoppa di Bulgaria 1989

Barcelona

5 Liga: 1990–91, 1991–92, 1992–93, 1993–94, 1997–98

1 Copa del Rey: 1996–97

3 Supercoppa di Spagna: 1992, 1994, 1996

1 Coppa dei Campioni: 1991–92

2 Supercoppa Europea: 1992, 1997

1 Coppa delle Coppe: 1996–97

NAZIONALE: Bulgaria, 84 presenze, 38 gol, dal 1986 al 1999

PALMARES INDIVIDUALE

Pallone d’Oro 1994

2 Capocannoniere del campionato bulgaro: 1989 (23 gol), 1990 (38 gol)

1 Capocannoniere della Coppa delle Coppe: 1988-1989 (7 gol)

1 Scarpa d’oro: 1990 (38 gol)

1 Capocannoniere del Campionato mondiale di calcio: USA 1994 (6 gol)

5 Calciatore bulgaro dell’anno: 1989; 1990; 1991; 1992; 1994

 

LE PARTITE INCRIMINATE

 

CSKA Sofia – Levski Sofia 2-1

DATA: 19 Giugno 1985

MANIFESTAZIONE: Coppa di Bulgaria, Finale

LUOGO: Sofia

FORMAZIONI:

CSKA SOFIA: Krasimir Dosev, Krasimir Bezinski, Radoslav Zdravkov (74’ P. Shoylevski), Vasil Tinchev, Georgi Dimitrov, Kostadin Yanchev, Hristo Voinov, Georgi Slavkov, Lachezar Tanev, Plamen Markov (89’ Emil Dimitrov), Hristo Stoichkov. ALLENATORE: Manol Manolov.

LEVSKI SOFIA: Borislav Mihailov, Plamen Nikolov, Anatoni Zdradkov, Petar Petrov, Nikolai Iliev (59’ Kalin Bankov), Emil Velev, Rusi Gochev, Nasko Sirakov, Miahial Valtchev, Emil Spasov, Nikolai Todorov, (59’ Miroslav Baychev). ALLENATORE: Vasil Metodiev.

ARBITRO: Asparuh Yasenov

GOL:  26’ Slavkov, 53’ Vojnov,  82’ Sirakov (Rigore).

ESPULSI: 73′ Plamen Nikolov , 78′ Kostadin Yanchev  e Emil Spasov.

 

Barcelona-Real Madrid 0-1

DATA: 5 dicembre 1990

MANIFESTAZIONE: Supercopa de España, Andata

LUOGO: Camp Nou, Barcelona

FORMAZIONI:

BARCELONA: Andoni Zubizarreta; Luis López Rekarte, Nando, Álex, Miquel Soler; Eusebio Sacristán, Sebastián Herrera, Guillermo Amor, Hristo Stoichkov, Julio Salinas, Lluís Carreras (59′ Urbano). ALLENATORE: Johan Cruyff.

REAL MADRID: Pato Buyo; Chendo, Fernando Hierro, Predrag Spasic, Jesús Solana; Míchel (86′ Gheorghe Hagi), Manuel Sanchis, Santiago Aragón (78′ Adolfo Aldana), Francisco Villarroya; Emilio Butragueño, Hugo Sánchez. ALLENATORE: Alfredo Di Stéfano.

ARBITRO: Ildefonso Urízar Azpitarte

GOL: 54′ Michel

AMMONITI: Predrag Spasić, Sebastián Herrera, Manuel Sanchís, Hugo Sánchez.

ESPULSI: 41′ Hristo Stoichkov

 

 

Racconto tratto da  “Bidoni – L’incubo” di Furio Zara, Kowalski editore, Milano

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