IBRAHIM BA, IL GUFO PORTAFORTUNA

“Come mai ho convocato Ibrahim Ba?  Perché mi è simpatico” – Carlo Ancelotti.

 

Ibrahim Ba, detto “Ibou” (in francese il gufo) pareva portasse fortuna. Nel maggio 2008, prima di una trasferta a Napoli, decisiva per la Champions, Carlo Ancelotti lo convocò a sorpresa tra i 21, pare per questioni scaramantiche.

 

Ala destra ridondante, dallo stile concitato tipico degli i percinetici, Speedy Gonzales appena uscito da un giro di lavatrice. Incerto nel passo, nevrotico nel dribbling, inevitabilmente comico nei risultati: un giullare disarticolato. Ibou Ba, senegalese naturalizzato francese, in Italia nel Milan e Perugia verrà ricordato per due memorabili colpi di testa.

Il primo lo elevò al rango di “esterno pop” della storia del calcio mondiale: fu quando si presentò a Milanello completamente rasato, fatta eccezione per una striscia biondo platino che gli attraversava il cranio senza fare ostacolo alcuno. Una striscia pedonale nel deserto se avete presente. Sembrava il chitarrista schizzato di un gruppo heavy metal in crisi di astinenza da Tavor, era invece una banale ala destra in crisi d’identità. Credeva di tendenza. Fece ridere.

Il secondo fu quando durante | Perugia-Cagliari diede una craniata terrificante a Mairi, abbattendolo sul colpo come neanche in un west di serie B. Era la sua prima partita con la maglia del Perugia, lo allenava Mazzone. Ci teneva a farsi ricordare in qualche modo. Scelse il più epico. Il Perugia stava vincendo 3-0, non c’era nessun motivo per essere nervosi. Lui, un motivo lo trovò.

L’azione si svolgeva a trenta metri di distanza, Macellari ebbe la sventura di passare da lì in quel momento. Come posseduto da uno spirito del male, l’instabile Ba prese la mira e colpì l’avversario di testa. L’arbitro Collina non vide, era altrove.

A fine gara gli chiesero: “Cos’hai combinato, Ibou?”

Non era un buon attore, però ci provò lo stesso. “Non mi ricordo.”

Come non ti ricordi? “Faceva molto caldo”, sapeva essere candido quando voleva. Fu squalificato grazie alla prova televisiva, prima volta in Italia.

Anni dopo lo arrestarono a Parigi per oltraggio e aggressione a pubblico ufficiale. Era successo che verso le due di notte si trovava in un quartiere malfamato di Parigi e armeggiava, cofano alzato e testa infilata dentro, con il motore di una Mercedes, che poi risultò non essere sua. Due agenti della polizia gli si erano avvicinati e gli avevano chiesto i documenti. Il simpatico Ba si era rifiutato di esibirli, lei non sa chi sono io, aveva preso a spintoni un agente e aveva storto il pollice dell’altro, quattro giorni di prognosi. Era giugno, erano le due passate, in effetti a Parigi faceva molto caldo, quella notte lì.

 

IBRAHIM BA

NATO IL: 12 Novembre 1973, Dakar (Senegal).

RUOLO: Ala detra.

SOPRANNOME: Ibou.

CARRIERA:

1991–1996 Le Havre.

1996–1997 Bordeaux.

1997–2000 Milan.

1999–2000 Perugia.

2001 Olympique Marseille.

2001-2003 Milan.

2003–2004 Bolton Wanderers.

2004–2005 Çaykur Rizespor.

2005 Djurgården.

2007–2008 Milan.

PALMARES CLUB:

AC Milan

1 Serie A: 1998–99.

1 Coppa Italia: 2002–03.

Djurgårdens

1 Allsvenskan: 2005.

1 Svenska Cupen: 2005.

NAZIONALE: 1997–1998 Francia 8 Presenze, 2 Gol.

 

 

TRATTO DA “BIDONI – L’INCUBO” DI FURIO ZARA, KOWALSKI EDITORE, MILANO.

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