IL SINISTRO ARROGANTE DI GHEORGHE HAGI

 

 

La grassezza garrula da parroco di buona provincia, facciamo due etti di mortadella padre?, unita a un piedino da Cenerentola psichedelica, un sinistro da 39 largo di pianta, fece del rumeno Gheorghe Hagi un giocatore unico nel suo genere. 

Fantasista per pigrizia; si sa che le genialate nascono nel dormiveglia, e il suo tic-toc sulla trequarti a quello somigliava: una pennichella post-pranzo con squarci di lucidità, vedi alla voce assist.

Capopopolo per autoproclamazione: nel volto agro da contadino inurbato che si è arricchito gli si leggono anni di lotte sociali vissute, però, dalla parte del potere. Lui che ai tempi della Steaua non ha mai nascosto l’amicizia con il compagno di brigata Valentin Ceausescu, figlio adottato del sanguinario dittatore Nicolae, il “Conducator“.

Tracotanza dribblomane da torneo dei bar, pallone appiccicato al piede e andatura caracollante da tappo borioso che darebbe via le chiappe per sfancheggiarti in tunnel.

Arrivò a Brescia a ventotto anni, per un colpo di coda del presidente Gino Corioni, ramo sanitari, che se ne innamorò dopo la visione notturna di una videocassetta celebrativa. Arrivò ricco dopo il biennio dal Real Madrid, dove si era accasato quando la caduta del Muro di Berlino stravolse il mondo, trequartisti inclusi. A Brescia Gheorghe Hagi rimase due anni, uno in A e l’altro in B, poi tornò in Spagna, stavolta al Barcellona.

Molti anni dopo si seppe che il “Maradona dei Carpazi” era stato condannato da un tribunale turco a diciassette mesi di prigione e a una multa di 1770 euro per aver aggredito un arbitro quando sgocciolava i residui del suo arrogante talento con la maglia del Galatasaray. L’aggressione all’arbitro fu solo l’atto finale di uno psicodramma che prima lo aveva visto sputare ripetutamente contro “quel ladro dell’arbitro”, come da referto e infine pestargli un piede, come nei cartoon quando il nostro eroe si sente con le spalle al muro e con un colpo solo in canna.

 

 

Gheorghe Hagi

RUOLO: Fantasista

NATO IL: 5 Febbraio 1965, Săcele, Constanța (Romania)

SOPRANNOME: Maradona dei Carpazi, Regele (Re), Comandante

IN ITALIA: 1992–1994 Brescia 61 presenze, 14 gol

CARRIERA

1982–1983 Farul Constanța

1983–1987 Sportul Studențesc

1987–1990 Steaua Bucarest

1990–1992 Real Madrid

1992–1994 Brescia

1994–1996 Barcelona

1996–2001 Galatasaray

PALMARES

Steaua Bucarest

3 Campionato di Romania: 1986-1987, 1987-1988, 1988-1989

3 Coppa di Romania: 1986-1987, 1987-1988, 1988-1989

1 Supercoppa UEFA: 1986

Real Madrid

1 Supercoppa di Spagna: 1990

Brescia

1 Torneo Anglo-Italiano: 1993-1994

Barcelona

1 Supercoppa di Spagna: 1994

Galatasaray

4 Campionato di Turchia: 1996-1997, 1997-1998, 1998-1999, 1999-2000

2 Supercoppa di Turchia: 1996, 1997

2 Coppa di Turchia: 1998-1999, 1999-2000

1 Coppa UEFA: 1999-2000

1 Supercoppa UEFA: 2000

TROFEI INDIVIDUALI

2 Capocanniere Campionato di Romania: 1984-1985 (20 gol), 1985-1986 (31 gol)

7 Calciatore rumeno dell’anno: 1985, 1987, 1993, 1994, 1997, 1999, 2000

NAZIONALE: 1983–2000 Romania 124 presenze, 35 gol

 

 

Racconto tratto da  “Bidoni – L’incubo” di Furio Zara, Kowalski editore, Milano

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