MILAN-LAZIO 1966, LA PARTITA FINITA DUE VOLTE

 

16 ottobre 1966, Milan-Lazio, quinta giornata del campionato di Serie A 1966/67.

A San Siro, che al tempo ha solo due anelli, 30.000 spettatori assistono al match tra Milan e Lazio. I rossoneri, guidati in panchina da Arturo “Sandokan” Silvestri, annoverano tra le loro fila gladiatori come Giovanni “Basletta” Lodetti, Giovanni Trapattoni e Roberto “Faccia d’Angelo” Rosato, e fuoriclasse come il Golden Boy Gianni Rivera e il fumantino brasiliano Amarildo.

Dopo 10 mesi ai box, è anche la partita del rientro dell’ala destra rossonera Bruno Mora, la cui carriera sembrava a rischio dopo un brutto infortunio, la frattura di tibia e perone in uno scontro col portiere Giuseppe Spalazzi del Bologna. Mora dimostrerà di aver assorbito le paure, non togliendo mai la gamba in un duello rusticano col laziale Sergio Castelletti.

Reduce da due pari e una sconfitta a Napoli, il Milan ha bisogno di fare bottino pieno mentre la Lazio, allenata dal livornese Umberto Mannocci, non vuole fare da vittima sacrificale. Sono proprio gli aquilotti biancocelesti a portarsi in vantaggio al 26’, con un’incornata di Romano Bagatti.

Nel secondo tempo, il Milan carica a testa bassa e pareggia al 52’ con una bordata da fuori di Rosato. Sull’1-1 gli animi si surriscaldano: al 58’ Mora scalcia il terzino Castelletti, che reagisce da tergo e viene espulso dall’arbitro Aurelio Angonese di Mestre. In dieci, la Lazio si chiude, il Milan attacca e al 70’ segna con Amarildo, ma l’arbitro annulla per fuorigioco del brasiliano. Il pubblico rossonero contesta, San Siro si trasforma in una polveriera, che esplode al minuto 85, con il gol del 2-1 di Rivera.

Si gioca ancora qualche minuto, Angonese consulta il cronometro e fischia la finale. I rossoneri si abbracciano, i biancocelesti escono a testa bassa. Tutti tranne uno, l’allenatore Mannocci, che discute animatamente e mostra l’orologio al guardalinee di destra, Amilcare Muzio, mobiliere di Verona.

Le squadre intanto hanno già imboccato il sottopassaggio e sono rientrate negli spogliatoi. Muzio però fa notare le rimostranze dell’allenatore laziale al collega veneto Angonese, che si rende conto del clamoroso errore. La partita è durata tre minuti e trenta secondi in meno dei canonici 90’.

Chiamati a rapporto i capitani Anquilletti e Pagni, l’arbitro decide di far ritornare le squadre in campo e giocare i tre minuti mancanti. I laziali Carosi e Morrone sono già sotto la doccia e rientrano precipitosamente, al pari dei confusi spettatori milanisti, che assistono alla beffa. Al primo possesso laziale infatti, Carosi crossa in mezzo, la difesa rossonera cincischia, sbuca Bagatti che fa doppietta e pareggia. La partita è finita, andate in pace. Niente di tutto ciò.

Dai settori popolari infatti, centinaia di tifosi milanisti inferociti tentano l’invasione di campo per la caccia all’arbitro Angonese. Un giovane supporter lo raggiunge e gli sferra un pugno in testa. La rissa coinvolge anche diversi giocatori, in particolare Bruno Mora, che si scaglia contro la panchina laziale e viene alle mani con l’allenatore Mannocci.

Anche fuori dello stadio, impazza la guerriglia per almeno un’ora, con sassaiole e tentativi di irruzione negli spogliatoi da parte dei tifosi milanisti. I giornali del giorno dopo, scrivono di diecimila persone nel piazzale dinnanzi alla tribuna d’onore. Devono intervenire sette camionette del 3° reparto Celere, con sfollagente e gas lacrimogeni.

La Mercedes del presidente milanista, Franco Carraro, viene assalita per errore e ammaccata con calci e pugni. Giocatori e terna arbitrale rimangono prudentemente negli spogliatoi, fino alle 18, quando Angonese viene scortato da due camionette dei carabinieri fino alla Stazione Centrale, dove viene messo di peso sul rapido delle 18,30 per Venezia.

Alla fine della domenica di ordinaria follia, si contano 7 agenti feriti e 10 tifosi fermati dalla polizia, 9 dei quali rilasciati a tarda sera e denunciati a piede libero per non aver ottemperato all’ordine di sgombero. Uno solo, il 25enne Emilio Boera, è rimasto sotto custodia per lancio di sassi, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Forse in colpa, Angonese non calcherà la mano nel referto arbitrale. Al contrario, i due guardalinee riporteranno l’aggressione del collega da parte dei tifosi. Per le intemperanze dei tifosi, San Siro verrà squalificato per un turno e il Milan disputerà a Verona la partita successiva, il match di Coppa Italia con il Modena.  Quel Milan-Lazio 2-2 sarà regolarmente omologato. In fondo, le partite durano fino al 90°…

Come curiosità, Milan-Lazio non fu l’unica partita con errori arbitrali e tafferugli di quella domenica 16 ottobre 1966. Nel corso della partita tra Campobasso e Melfi (Serie d, Girone E), la partita è stata sospesa al termine del primo tempo. Sullo 0-0, il presidente dei molisani ha ritirato la squadra per protesa contro presunti errori arbitrali. L’arbitro Norcia di Messina è stato costretto a rimanere sul terreno di gioco per tre ore, senza poter rientrare negli spogliatoi. Un gruppo di supporter molisani, nel tentativo di invadere il campo, ha provocato il crollo di una tettoia. Alcune persone sono rimaste contuse.

 

Tabellino della partita:

Milan – Lazio 2-2

MANIFESTAZIONE: Serie A 1966-67, Giornata 5

LUOGO: San Siro, Milano

MILAN: Mantovani, Anquilletti, Noletti, Rosato, Santin, Trapattoni, Mora, Lodetti, Amarildo, Rivera, Fortunato. ALLENATORE: Silvestri

LAZIO: Cei, Zanetti, Castelletti, Carosi, Pagni, Dotti, Bagatti, Burlando, D’Amato, Marchesi, Morrone. ALLENATORE: Mannocci

ARBITRO: Angonese di Mestre

GOL: 26’ Bagatti, 52’ Rosato, 85’ Rivera, 89’ Bagatti

ESPULSO: 58’ Castelletti per fallo di reazione

AMMONITI: Burlando, Noletti

 

FONTI E FOTOGRAFIE

La Stampa, 17 Ottobre 1966

L’Unità, 17 Ottobre 1966

laziowiki.org

magliarossonera.it

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