OSCAR DERTYCIA E I CAPELLI LASCIATI A FIRENZE

Dertycia

“E quell’anno cosa è successo?”

 “È successo che ho perso i capelli.”

“Tutti?”

“Tutti.”

 “Stress?”

“Stress.”

Si passò una mano sulla testa, dalla nuca alla fronte, massaggiò: una, due, tre volte, come fosse una vecchia lampada, ma Aladino non si fece vedere.

Buttò giù un bicchiere di chicha, “la birra degli dei” aveva detto il barista, si guardò attorno con la serenità di chi ha passato il peggio, fece un cenno all’amico che cazzeggiava con lui, si alzò dalla sedia in vimini e si lasciò alle spalle la splendida Plaza de Arrnas, a Trujillo, in Perù. Trujillo, che i peruviani chiamavano “La città dell’eterna primavera”. Aveva quasi quarantanni ed era lì per quello, per vivere un’altra primavera. E l’aveva trovata, con la squadra dello Sport Coopsol de Trujillo.

“Ma a Firenze come ti sei trovato?” chiese l’amico mentre raggiungevano la jeep. “Mmm…” fece lui. Fiorentina, stagione 1989/90. Il conte Pontello acquista il centravanti argentino Oscar Alberto Dertycia. Ha ventiquattro anni, proviene dall’Argentinos Juniors, ha fatto ventidue gol in un anno, è un attaccante emergente: forte fisicamente, rapido, sveglio in area.

È la Fiorentina dell’ultimo Baggio in viola. Poi sarebbero arrivati i Mondiali del 1990, poi sarebbe stata Juve, poi sarebbe stata un’altra storia. Baggio doveva fare gli assist, Dertycia doveva fare i gol. Baggio fece gli assist, Dertycia però non fece i gol che gli avevano chiesto. Ne fece cinque, di cui due in un 5-1 contro l’Ascoli.

L’inizio della fine di Dertycia ha una data: 24 Gennaio 1990, match tra Fiorentina e Napoli in Coppa Italia, sul neutro di Perugia. Dopo nove minuti, Dertycia si scontra con Diego Maradona, prende una botta al ginocchio e viene sostituito. Diagnosi: distorsione al ginocchio destro con lesione al legamento crociato anteriore.

Da allora si intristì. Lo stress lo divorò. Perse i capelli, lui che fino a qualche mese prima avrebbe potuto fare il testimonial di uno shampoo. Prima un po’ alla volta, poi tutti. Si fece visitare da vari specialisti, ma tutti gli dissero che non c’era niente da fare. Alopecia nervosa, si chiamava. Colpa dello stress. Colpa di quell’infortunio. Colpa di una stagione sbagliata.

“…E poi cosa è successo?” chiese l’amico. “È successo che sono venuto via dall’Italia” , rispose Oscar Alberto Dertycia che perse tutti i capelli e un’occasione, una sola.

 

 

Oscar Alberto Dertycia.

NATO IL: 3 Marzo 1965, Cordoba (Argentina).

RUOLO: Attaccante.

SOPRANNOME: Cocayo, Pelado, Mister Proper.

CARRIERA

1982-1988 Instituto.

1988-1989 Argentinos Jrs.

1989-1990 Fiorentina.

1990-1991 Cadice.

1991-1994 Tenerife.

1994-1995 Albacete.

1995-1996 Belgrano.

1996-1997 Talleres.

1997-1998 Instituto.

2000-2001 Dep. Temuco.

2001 General Paz Juniors.

2001-2002 Coopsol.

NAZIONALE: 1983-1989  Argentina  18 Presenze, 2 Gol.

 

 

 

TRATTO da “Bidoni – L’incubo” di Furio Zara, Kowalski editore, Milano.

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