LUCIANO FAVERO, IL BAFFUTO SICARIO DEL TRAP

LucianoFavero

Era quello delle vignette della settimana enigmistica: dov’è l’errore? Luciano Favero, l’errore era lui. Nove anni filati in Serie A, dal 1981 al 1990, e solo Dio sa come ci sia riuscito questo terzino spaccaossa dal piede improbabile. Tre all’Avellino, scuola di duri. Poi la Juventus, cinque stagioni. Infine, Verona. Alla Juve ci arrivò per sbaglio: doveva essere una pedina di scambio, invece rimase. “Sono alla Juve: non ci posso credere” ripeteva i primi giorni. Non ci credevano neanche gli altri. Si presentò al raduno con la sua Maserati biturbo marrone. Gli fecero notare che non era il caso. In campo randellava senza rimorsi. Il mandante era il Trap, lui eseguiva. Era uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo.  Continue reading LUCIANO FAVERO, IL BAFFUTO SICARIO DEL TRAP

H.P. BRIEGEL, IL PANZER DEL VERONA CAMPIONE D’ITALIA

 

Lui non picchiava, erano gli altri che andavano a sbattergli contro.

E si facevano male. Contusioni, lesioni traumatiche, ematomi sottocutanei o intramuscolari, la rassegnazione del tapino che realizza in un attimo che no, non ce la farò mai a superare questo armadio che chiamano uomo. Continue reading H.P. BRIEGEL, IL PANZER DEL VERONA CAMPIONE D’ITALIA

MY NAME IS TONY ADAMS AND I’M AN ALCOHOLIC

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Tony Adams si disintossicò, prima dall’alcol e poi dai tackle.

Quando era ancora in attività ammise la sua dipendenza. Era schiavo di entrambi. Non riusciva a staccarsi dalla bottiglia. Non riusciva a staccarsi dalle caviglie avversarie. L’alcol gli dava serenità, il fallo omicida lo rendeva felice. Bere era un sollievo, così come picchiare. Tony Adams soffriva di attacchi di panico. Lo stanavano solo, nelle pieghe silenziose di certe sere o nelle pause ansimanti di certe aree di rigore, prima che qualcuno battesse il corner. E lo assalivano. Beveva per dimenticare, randellava per ricordare chi era. Continue reading MY NAME IS TONY ADAMS AND I’M AN ALCOHOLIC

NON MI CONVOCHI? E IO TI MENO! LA STORIA DI SA PINTO, RICARDO CUOR DI LEONE

 

Brevilineo e sgusciante, tecnico e funambolico, come solo un trequartista portoghese può essere. Ma pure fumoso e provocatore, irascibile e megalomane, come solo uno convinto dei propri mezzi può essere. Questo era Ricardo Sá Pinto, idolo dei tifosi dello Sporting Lisbona, che lo ribattezzarono Ricardo Coração de Leão (Ricardo Cuor di Leone). Continue reading NON MI CONVOCHI? E IO TI MENO! LA STORIA DI SA PINTO, RICARDO CUOR DI LEONE

ZVONE BOBAN E QUEL CALCIO RIBELLE AL POLIZIOTTO

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13 Maggio 1990, Stadio Maksimir di Zagabria, quel giorno Yugoslavia, oggi Croazia.

Dopo la morte del Maresciallo Tito nel 1980, in Jugoslavia si verificò un’escalation di violenza e movimenti indipendentisti, in particolare in Croazia, desiderosa di staccarsi da Belgrado. Lo sport non fece eccezione.

Un anno prima a Belgrado, il 22 marzo 1989, i tifosi della Dinamo Zagabria si erano scontrati con quelli del Partizan, durante e dopo la partita, vinta 2-0 dai croati. Insulti politici ed etnici, sassaiole, autobus distrutti e un bilancio di 7 feriti e 32 arresti. Poca roba, se confrontato a quanto succederà nel maggio dell’anno successivo.  Continue reading ZVONE BOBAN E QUEL CALCIO RIBELLE AL POLIZIOTTO

EDGAR DAVIDS AL VOLANTE, PERICOLO COSTANTE

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8 Ottobre 1996, Milano, pieno centro città.

Edgar Davids era sbarcato a Milano l’estate precedente, sfruttando la sentenza Bosman e l’apertura delle frontiere ai giocatori comunitari. Assieme a lui arrivò in rossonero il terzino dalle grandi gengive Michael Reiziger. Adriano Galliani puntava a ripetere il colpaccio dei tre tulipani olandesi, Frank Rijkaard, Ruud Gullit e Marco Van Basten, alfieri del Milan di Arrigo Sacchi.  Continue reading EDGAR DAVIDS AL VOLANTE, PERICOLO COSTANTE

LE SPAGHETTI LEGS DEL CLOWN BRUCE GROBBELAAR

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Volava da un palo all’altro, sul filo invisibile della follia, perché non aveva l’orrore del vuoto. E gustava il brivido della vertigine, perché non gliene fregava niente di cadere. Faceva lo scemo, era l’unico modo per sentirsi vivo, lui che era morto già molte volte, morto a puntate come se la vita fosse un serial tv da seconda serata, di quelli dove prima del colpo di scena parte lo spot.

Aveva fatto il soldato, era diventato un portiere. e sempre di difendere qualcosa si trattava. Aveva combattuto in Rhodesia, dov’era nato. Mercenario ieri, clown oggi che sta qui, a fare coriandoli del sogno della Roma.  Continue reading LE SPAGHETTI LEGS DEL CLOWN BRUCE GROBBELAAR

BENITO LORENZI E QUEL LIMONE AL VELENO

 

In Italia si chiama furbizia, nei paesi latini picardía mentre in Inghilterra viene invece etichettata come cheat (imbroglio). In base a usi e costumi dunque, un gesto può suscitare diverse reazioni da parte dell’osservazione neutrale. Chi lo subisce invece si infervora a tutte le latitudini.

Il 6 ottobre 1957, si gioca il derby della Madonnina, per la quinta giornata di Serie A. L’Inter  allenata dall’inglese John Carver, ospita il Milan di Gipo Viani.  Continue reading BENITO LORENZI E QUEL LIMONE AL VELENO

BOBO BALDE’ IL GIGANTE DAI PIEDI DI LEGNO

“Bobo’s gonna get you!”, il coro minaccioso che i tifosi del Celtic Glasgow dedicavano agli attaccanti avversari, marcati dal gigante guineano Bobo Baldè.

Una sequoia d’uomo con due piedi di legno e un fisico da bodybuilder. Dianbobo Baldé, detto Bobo, ha seminato terrore  e legnate  tra i minuscoli ed impauriti attaccanti dei campionati francese e scozzese.   Continue reading BOBO BALDE’ IL GIGANTE DAI PIEDI DI LEGNO

I CARTELLINI DA VISITA DI ALEKSANDAR MITROVIC

Nel 2005 Malcolm Gladwell, scrittore e giornalista del “The New Yorker Magazine”, scrisse un libro di psicologia intitolato “Blink: The Power of Thinking Without Thinking” (Il potere di pensare senza pensare).

Una delle teorie contenute nel best-seller di Gladwell è che la prima impressione che abbiamo di una persona è quella giusta. Gladwell sostiene che in molte situazioni, particolarmente in quelle di stress, occorre fidarsi soltanto di quanto il cervello ha elaborato in questi 2 secondi, senza dilungarsi in lunghe riflessioni.

Se le teorie di Gladwell fossero vere, Aleksandar Mitrović sarebbe un calciatore finito in Premier League. Continue reading I CARTELLINI DA VISITA DI ALEKSANDAR MITROVIC