PAUL INCE: TACKLING IS BETTER THAN SEX

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“I love tackling, love it. It’s better than sex”

Lo chiamavano The Guv’nor, il Governatore, per la personalità con cui padroneggiava a centrocampo. Ai tempi del Manchester United, se lo era fatto pure scrivere nella targa: Guv 8.

Paul Emerson Carlyle Ince, per tutti Paul Ince, era un gladiatore, duro ma corretto. Un mediano all’inglese, tecnica discreta, grande temperamento e vigore fisico, intensità e tackle sempre in canna.

Nato il 21 Ottobre 1967, a Ilford, periferia est di Londra, Paul cresce in una famiglia di atleti. Il fratello Tony è stato Campione Inglese di karate e il cugino Nigel Benn Campione Europeo di pugilato, categoria pesi medi. A suo modo, anche Paul si rivelerà un combattente.

A 14 anni entra nell’Accademy della sua squadra del cuore, il West Ham, con cui esordisce in First Division, il 30 Novembre 1986 contro il Newcastle. In claret&blue rimane tre stagioni e, dopo la retrocessione in Second Division, nel 1989 lascia il West Ham da traditore. Prima di andare in vacanza infatti, su consiglio del suo agente Ambrose Mendy, il giovane ed inesperto Ince posa con la maglia del Manchester United, anche se il trasferimento non è ancora completato. Le foto finiscono però nelle mani sbagliate e il Daily Express le pubblica, mandando su tutte i tifosi hammers, che lo chiameranno Judas ogni volta che ritornerà ad Upton Pak.

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Il 14 Settembre 1989 Ince firma per i Red Devils, che lo pagano 1 milione di sterline. Il capitano Brian Robson è in fase calante e Paul diventa il cardine del centrocampo di Alex Ferguson, che nei primi anni ‘90 inizia il suo dominio oltremanica. Il 9 settembre 1992, a Santander contro la Spagna, Ince fa il suo esordio con la Nazionale Inglese e l’anno dopo, in un tour negli Stati Uniti, diventa il primo giocatore nero ad indossare la fascetta di capitano dei Tre Leoni.

Giocatore temperamentale, Ince ha la reputazione di combattente duro ma leale, anche non si è mai tirato indietro quand’ è ora di menare le mani e azzuffarsi. Il 20 Ottobre 1990, in un famoso Manchester United – Arsenal 0-1, è tra i più attivi nella Royal Rumble tra i 22 in campo (QUI il video). Una gazzara indegna che viene sanzionata duramente dalla FA: 2 punti di penalizzazione per i Gunners (recidivi) e 1 per i Red Devils.

L’altra rissa famosa in cui Ince è attore protagonista risale al 25 Gennaio 1995, Crystal Palace – Manchester United 1-1, con il famoso calcione kung-fu di Eric Cantona al tifoso che lo insultava. Per il suo coinvolgimento nella zuffa, Ince verrà denunciato per aggressione.

Steve Bruce, capitano di quell Manchester, racconta che un giorno il giovane Incey puntò un fucile in faccia a Ferguson, minacciandolo qualora lo avesse lasciato in panchina. Non è mai stato idilliaco il rapporto tra Paul Sir Alex, che lo ha definito “fucking bottler” e “big-time Charlie“. Un idiota senza palle.

In 6 stagioni ad Old Trafford, The Guv’nor colleziona 281 presenze (29 gol) e, tra i 10 trofei, 2 Premier League, 2 FA Cup e una Coppa delle Coppe. La stagione 1994-95 è l’unica senza titoli e l’ultima a Manchester.  I giovani Paul Scholes e Nicky Butt premono mentre il 28enne Ince è sacrificabile e nell’estate del 1995 viene ceduto dall’Inter per 8 milioni di sterline, un record per i tempi.

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E’ il colpo grosso della nuova Inter di Massimo Moratti, che a metà campionato ingaggia il tecnico Roy Hodgson, stessa nazionalità e lingua di Ince. Nel frattempo Paul inizia a masticare un po’ di italiano. Ne sono dimostrazione le 4 giornate di squalifica per insulti all’arbitro Farina, che lo aveva espulso per un applauso irriguardoso (Reggiana-Inter 1-1, 22 Dicembre 1996).

Con i tifosi interisti è amore al primo tackle. Orfano di un guerriero simile dai tempi di Lothar Matthäus, San Siro carica il suo ego a molla al grido di “Come On, Paul Ince”. Il 31 Marzo 1996 Paul è squalificato e decide di seguire la partita con la Fiorentina in Curva Nord, assieme agli ultras. Amato dai suoi tifosi, Paul è invece spesso oggetto di insulti e ululati razzisti quando gioca in trasferta. Complicato anche il rapporto con gli arbitri. Il suo modo di giocare irruento mal si sposa con i fischietti italiani, meno abituati a tackle e contrasti considerati invece normali in Premier League.

Nella sua seconda stagione (1996-97) è tra i migliori dell’Inter, terza in Serie A e finalista in Coppa UEFA, sconfitta dallo Schalke 04. In nerazzurro Ince colleziona 73 partite e 13 gol, prima di dire bye bye e tornare in Inghilterra. San Siro gli dedica striscioni di affetto “INCEdibile”, ma la famiglia ha le sue priorità. In casa Ince, porta i pantaloni infatti la moglie Claire, che non si è ambientata a Milano e preme perché il figlio Thomas, 5 anni, vada a scuola in Inghilterra. Il Liverpool fa l’offerta giusta (4.2 milioni di sterline) e il suo addio all’Inter viene reso meno amaro dagli arrivi di Diego Simeone, suo sostituto, e soprattutto Ronaldo.

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Paul Ince tornerà in Italia l’11 Ottobre 1997, per la decisiva sfida di Qualificazione ai Mondiali, all’Olimpico di Roma. All’Italia serve una vittoria, agli inglesi basta un punto. Ferito alla testa dopo una gomitata di Albertini, Ince resiste con un turbante e la maglia macchiata bianca sporca di sangue, un po’ come Terry Butcher 8 anni prima. “Incey sembrava una pinta di Guinness”, scherzò Paul Gascoigne a fine gara, dopo lo 0-0 che qualificò gli inglesi.

In Francia i leoni inglesi si fermano con l’Argentina agli ottavi di finale, anche per un rigore sbagliato da Ince. La sua ultima partita in Nazionale è agli Europei del 2000, dopo l’eliminazione al primo turno per mano della Romania.

Ince spende gli ultimi anni della sua carriera tra Liverpool, Middlesbrough e Wolverhampton. Appese le scarpe al chiodo a quasi 40 anni, si ricicla allenatore e fa la gavetta nelle serie minori: Swindon, Macclesfield e MK Dons, con cui vince il Football League Trophy e il campionato League Two nel 2008. Lo stesso anno arriva la chiamata del Blackburn e Paul Ince diventa il primo allenatore inglese di colore a guidare una squadra di Premier League. Durerà poche settimane: il Governatore non riesce a tenere la squadra e viene esonerato il 16 Dicembre 2008.

Girovaga nelle serie minori fino al 2013, la sua ultima esperienza è alla guida del Blackpool, dove allena il figlio Thomas, che non è un gladiatore come il padre ma un’ala ballerina e fantasiosa. Il bambino che non voleva andare a scuola in Italia è cresciuto e, nell’estate 2013, viene accompagnato a Milano dal padre per le trattative con l’Inter. Non se ne farà nulla. Forse meglio così: San Siro non avrebbe riconosciuto un Ince che non entra in tackle.

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Paul Ince

RUOLO: Mediano

NATO IL: 21 Ottobre 1967, Ilford (Inghilterra)

SOPRANNOME: Guv, Guv’nor

CARRIERA

1986-1989 West Ham (First Division)

1989-1995 Manchester United (First Division / Premier League)

1995-1997 Inter (Serie A)

1997-1999 Liverpool (Premier League)

1999-2002 Middlesbrough (Premier league)

2002-2006 Wolverhampton (Premier League e Championship)

PALMARES CLUB

Manchester United

2 Premier League: 1992–93, 1993–94

2 FA Cup: 1989–90, 1993–94

1 League Cup: 1991–92

3 Charity Shield: 1990, 1993, 1994

1 Coppa delle Coppe: 1990–91

1 Supercoppa Europea: 1991

NAZIONALE: Inghilterra, 53 Presenze, 2 gol, dal 1992 al 2000

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