PICCHIA ROMEO! IL DURO BENETTI, BAFFI, TACKLE E CANARINI

 

 

Baffoni color rame da vichingo, guance butterate, sguardo torvo, cosce ipertrofiche. Mezzo uomo, mezzo rottweiler. Romeo Benetti è stato uno dei migliori centrocampisti italiani degli anni Settanta, con le maglie di Milan, Juve e Nazionale. Dotato di fisico corazzato e forza bruta, Romeo migliorò con il tempo, raffinando i piedi ed evolvendosi in un centrocampista moderno, capace di inserirsi e segnare con bordate da fuori. Una vita da mediano, partendo dal basso e passando per critiche tecniche (è grezzo, scrivevano) e insulti personali (Assassino!, gli gridavano in trasferta).

Ultimi di 8 fratelli, Romeo e la gemella Giulietta nascono il 20 ottobre 1945 ad Albaredo d’Adige, nella Bassa Veronese. Benetti cresce in un Veneto povero e cattolico e, come molti bambini di quell’epoca, a 8 anni viene spedito a studiare in collegio, a Venezia, dove impara a giocare a calcio.

A 16 anni, Romeo raggiunge la madre a Bolzano e lavora come maestro tipografo. Durante un torneo aziendale, viene notato da un dirigente del Bolzano, che lo ingaggia in Interregionale a 10 mila lire al mese. Dopo una buona stagione in Alto Adige (10 gol in 32 partite), l’attaccante Benetti inizia a girare la periferia: tre stagioni in C tra Siena (64-65) e Taranto (65-67), poi Palermo dove vince il Campionato di B. Proprio in Sicilia, feudo bianconero, viene notato dalla Juventus, che lo acquista per 300 milioni di lire nell’estate 1968.

Dopo appena una stagione, il grezzo Benetti viene bocciato dalla Vecchia Signora e ceduto alla Sampdoria di Fulvio Bernardini. A Genova riparte, Nereo Rocco nel 1970 lo porta al Milan, spostandolo da attaccante a centrocampista. Nel libro scritto da Gigi Garanzini sul Paròn, l’ex milanista Alberto Bigon racconta:

“Ogni volta che Benetti non dico superava ma soltanto pestava la riga di metà campo lui cominciava a urlare: Romeo, sta indrio, Romeo sta indrio”.

Romeo_Benetti-Milan

A Milano rimane 6 stagioni e nel suo primo campionato in rossonero, si costruisce subito una reputazione da duro, che lo accompagnerà tutta la carriera. E’ il 10 gennaio 1971 e il Milan capolista ospita a San Siro il Bologna, sorpresa del torneo, trascinato dall’esordiente mediano Francesco Liguori, detto Whisky, 24 anni.

Al 15’ Liguori porta palla a centrocampo, Benetti entra in evidente ritardo, colpendolo dall’alto in basso sul ginocchio destro (QUI il video). Romeo fa l’inchino all’arbitro che non lo ammonisce, mentre Whisky a terra si ritorce dal dolore. Il 15 gennaio a Lione il professor Albert Trillat opera Liguori a legamenti crociati, collaterale interno, menisco interno e capsula posteriore del ginocchio destro.

«Un fallo fa codice penale!», accusa Edmondo Fabbri, allenatore del Bologna. Benetti viene poi denunciato alla Procura di Milano mentre Liguori mai si riprende completamente e si ritira nel 1976.

La stampa sbatti il mostro Benetti in prima pagina. Lui si rinchiude nel silenzio, si becca fischi e insulti in trasferta ma la reputazione di cattivo gli farà comodo in futuro. Lui un po’ ci marcia, facendosi crescere un baffo che lo rende ancora più truce.

Romeo-Benetti-Liguori1

Il 25 settembre 1971 intanto, a 26 anni, esordisce in maglia azzurra nella gara contro il Messico. Romeo sarà un punto di riferimento della Nazionale per tutti gli anni Settanta, partecipando da titolare a due Mondiali (’74 e ’78) e a due Europei (’76 e ’80).

Nelle 6 stagioni al Milan, Benetti vince due Coppa Italia e una Coppa delle Coppe, ma mai lo Scudetto. Solo 4 secondi posti, il più amaro nel ’73, nella sua Verona, che quel giorno fu Fatal. Nell’ultima stagione in rossonero, indossò la fascia di capitano, durante la “guerra” tra il presidente Albino Buticchi e Gianni Rivera.

L’estate del 1976 viene scambiato con Fabio Capello della Juventus: il friulano va a Milano mentre il veneto fa ritorno, 7 anni dopo, a Torino, accolto dallo scetticismo di stampa e tifosi. Quell’estate anche il giovane allenatore Giovanni Trapattoni passa dal Milan alla Juve. Nella sua autobiografia “Non dire gatto“, il Trap racconta di aver convinto così Boniperti:

“Io Benetti l’ho allenato, so di che cosa sto parlando. E’ fortissimo. Fortissimo. Se lo prendiamo vinciamo subito tutto”. Lui mi guardò in modo strano come se pensasse di nuovo: “Questo è pazzo”.

Juventus-Coppa-UEFA-1977-Romeo-Benetti

La prima Juve del Trap è uno schiacciasassi e conquista lo Scudetto, con 51 punti su 60 disponibili, record del campionato a 16 squadre, finendo una lunghezza davanti al Toro. I bianconeri vincono anche la Coppa UEFA, nella finale contro l’Athletic Bilbao. E’ il primo titolo europeo nella storia della Juve e la prima (e ultima) finale europea vinta da una squadra composta esclusivamente da giocatori italiani. In porta Zoff, in difesa Cuccureddu, Gentile, Morini e Scirea, in mediana Tardelli, Furino, Benetti (col numero 10) e Causio, in attacco Boninsegna e Bettega. Una squadra da battaglia, che l’anno dopo vince Scudetto e Coppa Italia.

Titolare inamovibile, Benetti diventa un idolo della curva Filadelfia, che lo aizza al grido di “Picchia Romeo”. Il baffo veronese ogni tanto li ascolta, come nel derby del 5 Dicembre 1976, in cui entra a gamba tesa sul portiere granata Luciano Castellini (QUI il video). O come in un’amichevole precampionato contro il Milan, nel 1978. A fine gara, Stefano Chiodi va a stringere la mano a Benetti. E lui? Gli infila le dita negli occhi, che si gonfiano come meloni.

Delle sue 80 reti in carriera, la più bella è in un Fiorentina-Juventus 1-3, 10 Aprile 1977, un gran tiro al volo, che viene premiato gol dell’anno (QUI il video ).

Passati i 30 anni, Benetti è al culmine e disputa un grande Mondiale in Argentina nel 1978, concluso al quarto posto dall’Italia. Anche qui, Benetti indossa un’improbabile maglia numero 10. La stampa mondiale lo premia tra i migliori centrocampisti della rassegna. Lontani i tempi in cui era considerato un grezzo, un killer, uno buono solo a correre. Il giornalista Gianni Brera, lo chiamava Maultier, che in tedesco significa mulo, ed era il nome dato ai cingolati usati dall’esercito tedesco nella Seconda Guerra Mondiale.

Romeo_BenettI=-Euro_1980

La fama di Benetti supera i confini italiani. In quegli anni Italia e Inghilterra si affrontano spesso e Romeo si esalta ne duello tra hardman. Kevin Keegan ricorda un episodio divertente su Benetti, anni dopo il ritiro.

“I was at a social function with him the other week, and it’s the first time I’ve got within ten yards of him and he hasn’t kicked me. Even then I kept looking over my shoulder…”

Nel 1979 Romeo lascia la Juve e disputa le sue ultime due stagioni in carriera alla Roma, dove vince 2 Coppa Italia. Nel 1980, nell’Europeo in Italia, Bearzot lo fa giocare titolare in tutte e 4 le partite. Raramente un 35enne, per giunta mediano, aveva avuto così fiducia in Nazionale. Benetti non diventerà campione del Mondo 1982 solo per una mera questione di anagrafe.

Il 1981, suo ultimo anno in A, coincide con la riapertura delle frontiere ai giocatori. Era l’unico modo per vedere giocare con grinta inglese o potenza tedesca in Serie A.

Una volta ritiratosi, Benetti è stato docente del settore tecnico della Figc, a Coverciano. Per vent’anni ha insegnato agli aspiranti allenatori, lui che da calciatore allevava canarini. Lo stesso Benetti ha poi spiegato questo suo insolito hobby:

“Ricevetti in regalo una coppia di canarini, con i quali mi dilettai a partecipare ad un concorso che, a sorpresa, vinsi. Sui giornali si costruì una leggenda: “Il Benetti dai tackle duri ha anche un cuore tenero”. In realtà, il mio era solamente un modo per occupare il tempo libero”.

Un altro suo passatempo di fine carriera, furono le telecronache, nelle reti minori lombarde. Romeo entrava in tackle sul commentatore, in questo caso il malcapitato Mauro Suma (QUI il video).

Romeo-Benetti-Nazionale

Romeo Benetti

RUOLO: Mediano

NATO IL: 20 Ottobre 1945, Albaredo d’Adige, VR (Italia)

SOPRANNOME: Maultier, Rommel

CARRIERA

1963-1964 Bolzano (Serie D)

1964-1965 Siena (Serie C)

1965-1967 Taranto (Serie C)

1967-1968 Palermo (Serie B)

1968-1969 Juventus (Serie A)

1969-1970 Sampdoria (Serie A)

1970-1976 Milan (Serie A)

1976-1979 Juventus (Serie A)

1979-1981 Roma (Serie A)

PALMARES CLUB

Palermo

Campionato Serie B: 1967-68

Milan

2 Coppa Italia: 1971-1972, 1972-1973

1 Coppa delle Coppe: 1972-1973

Juventus

2 Serie A: 1976-1977, 1977-1978

1 Coppa Italia: 1977-1978

1 Coppa UEFA: 1976-1977

Roma

2 Coppa Italia: 1979-1980, 1980-1981

NAZIONALE: Italia, 55 Presenze, 2 gol, dal 1971 al 1980

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