JURGEN KLINSMANN, IL TUFFATORE DEL TOTTENHAM

 

 

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Nel giugno 1994, il quotidiano inglese The Guardian pubblica un articolo, firmato Andrew Anthony, intitolato: “Why I hate Jurgen Klinsmann”. Perché odio Jurgen Klinsmann. Qualche tempo dopo, lo stesso Anthony dedica un altro articolo all’attaccante tedesco. Titolo: “Why I love Jurgen Klinsmann”. Perché amo Jurgen Klinsmann.

Tra i due articoli di quell’estate del 1994, Jurgen aveva nel frattempo disputato un ottimo mondiale americano (5 gol) e firmato per il Tottenham Hotspur, che lo aveva acquistato dal Monaco per 2 milioni di sterline. Un colpaccio per gli Spurs del presidente Alan Sugar, che lo invita nel suo yacht a Montecarlo e lo corteggia nel modo giusto.

L’accoglienza oltremanica non è però altrettanto tenera con Klinsmann, che arriva nel North London con la fama di imbroglione tedesco con scarso senso del fair play. La stampa inglese gli fa sentire il fiato sul collo sin dall’inizio, scolpendo la sua reputazione di tuffatore nelle menti dei tifosi.

Raramente in Inghilterra, un calciatore internazionale è stato più antipatico di Jurgen Klinsmann prima del suo arrivo oltremanica. Il passaporto non lo aiuta, visto che in Uk i kraut (crauti, come dire “crucchi” in Italia) non sono proprio amati. Dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, un crescendo rossiniano di antipatia, in campo sportive culminato ai Mondiali di Italia ’90 con l’Inghilterra eliminata in semifinale dalla Germania. Un Mondiale in cui Klinsmann sale agli onori della cronaca per i suoi tuffi carpiati, come ben ricordano i difensori di Cecoslovacchia e Argentina.

Una fama di simulatore, che Jurgen si porta avanti col tempo, vedi la semifinale di Coppa dei Campioni ’94. Nella partita tra Monaco di Arsene Wenger e il Milan di Fabio Capello, Klinsmann si contorce a terra dopo un fallo di Billy Costacurta che, ammonito, salta la finale di Atene con il Barcellona. Le moviole smascherano la recita del tedesco, neppure toccato dal difensore del Milan. Cheater, diver, cunning: il tedesco era l’incarnazione di tutto ciò che si può disprezzare nel calcio britannico.

L’esordio di Klinsmann e del Tottenham in Premier League arriva allo stadio Hillsborough, tana dello Sheffield Wednesday. I tifosi degli Owl scherniscono il biondo con cartelli con scritto 5.8 e 5.9, pessimi voti per il tuffatore Klinsi. Prima della partita, il suo compagno d’attacco Teddy Sheringham gli dice: “If you score your first goal here, we’re all going to do a dive” (‘Se segni, ci tuffiamo tutti’).

Detto, fatto: Klinsman sigla con un acrobatico colpo di testa il 4-2 ed esulta tuffandosi a pesce nel prato di Hillsbrough, imitato da tutti i compagni. Un debutto col botto e il sorriso. In pochi mesi dal suo arrivo agli Spurs, Jurgen trasforma la sua immagine. Da villano a eroe, il biondo viene lodato per le sue prodezze e il suo humour tanto inglese e poco tedesco.

Diventa un idolo del White Hart Lane. Al suo primo anno, segna la bellezza di 29 gol, che gli valgono l’ambito premio di Best Player of the Year.  Gli Spurs arrivano settimi e approdano alle semifinali della Fa Cup (momento più alto: il successo ad Anfield nei quarti).

La storia d’amore non è destinata a durare e Klinsi lascia il North London dopo appena una stagione, per tornare in patria al Bayern Monaco. Il patron Sugar getta a terra la sua maglia numero 18 in una conferenza stampa, dicendo che con essa non avrebbe neppure lavato l’auto. Klinsmann saluta Londra ma si tratta di un “arrivederci”. Dopo le esperienze al Bayern Monaco e alla Sampdoria, Jurgen torna agli Spurs nell’inverno del 1998. Con 9 reti in 15 gare, contribuisce alla salvezza del Tottenham e, dopo la Coppa del Mondo in Francia, si ritira dal calcio giocato.

Jurgen Klinsmann.

NATO IL: 30 Luglio 1964, Göppingen (Germania Ovest).

RUOLO: Attaccante.

SOPRANNOME: la Pantegana Bionda.

CARRIERA.

1981–1984 Stuttgarter Kickers.

1984–1989 Stuttgart.

1989–1992 Inter.

1992–1994 Monaco.

1994–1995 Tottenham Hotspur.

1995–1997 Bayern Munich.

1997–1998 Sampdoria.

1997–1998 Tottenham Hotspur.

2003 Orange County Blue Star.

PALMARES CLUB.

Inter

1 Supercoppa Italiana: 1989.

1 Coppa UEFA: 1990–91.

Bayern Munich

1 Coppa UEFA: 1995–96.

1 Bundesliga: 1996–97.

NAZIONALE: 1990–1998 Germania, 82 Presenze, 40 Gol.

PALMARES NAZIONALE.

1 Campionato Mondiale: 1990.

1 Campionato Europeo: 1996.

1 Bronzo olimpico: Seoul 1988.

PALMARES INDIVIDUALE.

1 Capocannoniere Bundesliga: 1987–88.

1 Giocatore dell’anno Germania Ovest: 1988.

1 Giocatore dell’anno Germania: 1994.

1 Giocatore dell’anno Premier League: 1994–95.

1 Capocannoniere Coppa Uefa: 1995-96.

 

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