BIDONI: LA DOLCE VITA ROMANA DI RENATO PORTALUPPI

 

 

renato-portaluppi

Il ballerino di samba Renato Portaluppi venne in gita a Roma nell’estate del 1988. Lo pagarono tre miliardi: ventitré partite in campionato, gol in numero di zero, birra fin sopra le orecchie, stipendi spesi in olio abbronzante, dicono se lo spalmasse sulle cosce prima delle partite. 

Molte donne, molto sesso, anche se in un lampo di lucidità disse: “Bisogna distinguere tra le donne vere e quelle che noi chiamiamo ‘Maria scarpa da calcio’, cioè quelle che vanno con tutti i calciatori”. Per gli amanti delle statistiche, tenne a precisare: “Nella mia vita ho avuto più di mille donne”. Lo rivelò a Playboy, testo chiave della sua biblioteca.

In effetti: Renato Portaluppi era sempre circondato da fanciulle da urlo. E non si faceva mancare niente. Una volta raccontò di aver fatto l’amore con una tifosa dietro a un cespuglio, mentre i compagni della Selecào si allenavano a dieci metri da lui. “Fu complicato, ma molto divertente. Alla fine saltai solo una decina di giri di campo, l’allenatore neanche se ne accorse.” Contando sul fatto che in quella Roma c’era anche l’uomo più lento del mondo, il suo connazionale Andrade, si può affermare con certezza che se ci avesse provato anche in Italia se la sarebbe cavata in dieci minuti abbondanti, preliminari esclusi.

Renato Portaluppi giocava all’ala destra. Il giorno del suo arrivo a Roma disse: “Sono più forte di Gullit e Maradona”. See, credici. Quando al Flaminio comparve lo striscione: “Renato, ridacce Cochi” il finale era già scritto.

Andava all’allenamento con una Ford Escort rossa decappótabile, sui sedili posteriori c’erano sempre un paio di giacche sgargianti, un paio di mocassini neri e una bottiglietta di acqua di colonia. A fine anno il suo colpo più memorabile rimase l’acconciatura con cui si presentò un pomeriggio a Trigoria: mèches bionde, capelli che sembravano tagliati da un barbiere in preda a un raptus isterico e bandana a stringergli i pensieri.

A quaranta e passa anni dal Brasile arrivò la notizia che Renato Portaluppi, che all’epoca se la sfangava facendo l’allenatore, aveva chiamato alla Fluminense Edmundo e Romario. Il Lungo, il Corto e il Pacioccone, come allo Zecchino d’oro. Simpatici cialtroni e imbolsiti, playboy con il fuoristrada ultimo modello e la giacca aperta con vista su petto arredato a giungla di pelo. Per la gioia delle tifose del Fluminense: pancia in dentro e petto in fuori, che passa la banda dei playboy due colpi di tacco e poi ci vediamo in discoteca, il tavolino l’hanno già prenotato loro. Finì in farsa, come doveva finire.

 

 

Renato Portaluppi.

NATO IL: 9 Settembre 1962, Guaporé, Rio Grande do Sul (Brasile).

RUOLO: Ala destra.

CARRIERA

1982-1986 Grêmio.

1987-1988 Flamengo.

1988-1989 Roma.

1989-1990 Flamengo.

1991-1992 Botafogo.

1992 Cruzeiro.

1993 Flamengo.

1994-1995 Atlético Mineiro.

1995-1997 Fluminense.

1997-1998 Flamengo.

1999 Bangu.

PALMARES CLUB

Grêmio.

1 Copa Libertadores: 1983.

1 Coppa Intercontinentale: 1983.

2 Campionati Rio Grande do Sul: 1985, 1986

Flamengo.

1 Brasileirão: 1987.

1 Copa do Brasil: 1990.

Cruzeiro.

1 Supercopa Libertadores: 1992.

Fluminense.

1 Campeonato Carioca: 1995.

NAZIONALE: 1983–1993 Brasile  41 Presenze, 5 Gol.

PALMARES NAZIONALE

1 Copa America: 1989.

PALMARES INDIVIDUALE

1 Man of the Match Coppa Intercontinentale: 1983.

1 Bola de Ouro: 1987.

5 Bola de Prata: 1984, 1987, 1990, 1992, 1995.

 

 

TRATTO da da  “Bidoni – L’incubo” di Furio Zara, Kowalski editore, Milano.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *