RUBEN MALDONADO E LA VALIGETTA DI PREZIOSI

Una scoria, più che una storia. Iniziò così.

Colgiate, periferia nord di Milano, parcheggio dell’azienda Giochi Preziosi. Un uomo sta per salire in macchina, quando viene fermato da due agenti della Guardia di finanza. L’uomo si chiama Giovanni Pagliara, è un dirigente del Venezia. In macchina ha una valigetta. Dentro la valigetta ci sono duecentocinquantamila euro in contanti e una bugia. 

La bugia si chiama Ruben Maldonado, figlio del militare Caxisto e di Martina, nato ad Asunción, Paraguay, nella primavera del 1979. Ha ventisei anni, è in Italia da cinque, gioca con il Venezia. È uno dei tanti, diventerà famoso per aver scatenato, suo malgrado, la folle estate del 2005. “Sono i soldi per l’anticipo di Maldonado”, dice Pagliara agli agenti.

Non gli credono. E la bugia regge poco. È il 14 giugno del 2005. Si apre un’inchiesta, entra in campo l’ufficio indagini. Da lì in poi: tribunali, corsi, ricorsi, sentenze, ultra del Genoa in piazza, casso- M netti a fuoco, guerriglia urbana, svariati feriti sul campo, molte polemiche. Più tardi la Caf sentenzierà che, anche con quei soldi, Pagliara e Preziosi hanno combinato Genoa-Venezia, ultima partita del campionato di serie B giocata tre giorni prima. 3-2 per il Genoa, sospetti a non finire, promozione matematica.

Maldonado nella combine non c’entra. Però ci entra, nella valigetta. E ci resterà per un bel po’. E non è la prima volta. Maldonado dentro le storie sbagliate ci finisce dentro, deve avere la calamita.

Due anni prima, Messina-Venezia, trentottesima giornata di campionato, si gioca sul neutro di Bari: finisce con scene da Far West, o giù di lì, con parecchi Tex Willer che vogliono farsi giustizia da soli. Alla fine in copertina ci finisce Soviero, quando il portiere scatena la rissa, Maldonado è appena uscito dal campo dopo una, ehm, discussione con l’arbitro. Che nel referto scrive: Maldonado mi ha preso a calci. Un anno di squalifica, poi ridotto a nove mesi. Infine la storia di Genoa-Venezia.

Tornato in Italia si allena con i disoccupati, cerca un ingaggio, lo troverà a Napoli. Ma il suo destino è segnato: Ruben “Roger Rabbit” Maldonado resterà incastrato per sempre dentro quella valigetta, stretto tra duecentocinquantamila euro e una bugia che non gli appartiene, prigioniero di quel brutto incantesimo in quell’estate del 2005.

 

 

Ruben Dario Maldonado Brizuela.

NATO IL: 25 Aprile 179, Asunción (Paraguay).

RUOLO: Difensore.

IN ITALIA: Venezia (2000/01, 2002/03, 2003/04 e 2004/05), Cosenza (2001/02) e Napoli (2005/06).

CARRIERA

1997-1999 Olimpia Asunción.

2000-2002 Venezia.

2002 Cosenza.

2002-2006 Venezia.

2006-2008 Napoli.

2008 Chievo Verona.

2008-2010 Gimnasia (LP).

2010 Olimpia Asunción.

2012-2013 Sp. Carapeguá.

2013-2014 Boca Unidos.

2015 Guaraní.

2016 Nacional.

PALMARES CLUB:

Chievo Verona

1 Campionato italiano di Serie B: 2007-2008.

Napoli

Campionato italiano Serie C1: 2005-2006.

NAZIONALE: 1999-2007 Paraguay, 12 Presenze.

 

 

TRATTO DA “BIDONI – L’INCUBO” DI FURIO ZARA, KOWALSKI EDITORE, MILANO

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