ANTONI RAMALLETS, EL GATO DEL MARACANA

Mi dissero: “Vai tu, che in porta copri tutto lo spazio”. Ero il più grasso del gruppo, gli amici ridevano, mi prendevano in giro.  Antoni el gordito. Ma quando sei nato a Vila de Gràcia, l’anima di Barcellona, di certe cose impari a ridere. Altrimenti non sarei diventato Antoni Ramallets, il gatto del Maracanã. Che poi questo Maracanã non è niente di speciale. Non c’è stadio che lo sia. Dico all’interno. Sono tutti uguali. La stessa erba, le stesse porte, le stesse righe sul campo.

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CARLOS CASTILHO, IL DITO O LA CARRIERA?

Mancavano sette giornate alla fine del campionato e il mignolo della mia mano sinistra si piegò per la quinta volta in pochi mesi. Il dottore Newton Paes Barreto non sapeva come dirmelo. Una questione di cattiva calcificazione, il dito era ormai irrimediabilmente storto. Sarei dovuto rimanere fuori due mesi e pensare a guarire, avrei dovuto lasciare la porta a Caetano da Silva Nascimento detto Veludo, un ex scaricatore di porto che era la mia riserva.  Continue reading CARLOS CASTILHO, IL DITO O LA CARRIERA?

GIORGIO GHEZZI, IL KAMIKAZE E LA VALLETTA

Mike insisteva: Edy parla di più. Edy era così, non faceva nulla per mettersi in mostra. Non le occorreva. Modesta, serena, discreta. Elegante. Bellissima. Parlava poco, perché già avevano congedato Maria Giovannini da “Lascia o Raddoppia” dopo poche puntate. Ma lei era lei. Un incantesimo di gentilezza. La mia fidanzatina.  Continue reading GIORGIO GHEZZI, IL KAMIKAZE E LA VALLETTA

BEPI MORO: IN BARCA AL MONDIALE IN BRASILE

 

Certe notti me ne stavo sdraiato sul ponte della nave, con gli occhi al cielo. Non a guardare le stelle, delle stelle non mi è mai importato granché. Pensavo a Valerio, alla sua simpatia, alla sua capacità di giocare con i piedi come fosse un difensore in più.  Continue reading BEPI MORO: IN BARCA AL MONDIALE IN BRASILE

HARRY GREGG, IL SOPRAVISSUTO DI MONACO

James Thaine, il pilota, mi gridò: “Scappa, stupido bastardo che adesso scoppia”. Non lo so. Non so dove trovai il coraggio. So che invece tornai indietro. Dentro il relitto in fiamme. Presi una bambina e la tirai fuori di lì. Tirai fuori una donna. Poi Bobby Charlton e Dennis Viollett. Li gettai fuori da quel che restava dell’aereo. Ci salvammo in ventuno e per tutti io diventai Harry Gregg, l’eroe di Monaco. Continue reading HARRY GREGG, IL SOPRAVISSUTO DI MONACO

RAYMOND DOMENECH, IL PROVOCATORE

Il Grande Antipatico. Il Provocatore. Le Provocateur. Il Francese che si incazza, che le palle ancora gli girano. Odia l’Italia, simpaticamente ricambiato. Lui e noi: arsenico e vecchi dispetti.  Continue reading RAYMOND DOMENECH, IL PROVOCATORE

GYULA GROSICS, LA PANTERA DELLA GRANDE UNGHERIA

Ho sempre fatto il tifo per il Ferencvaros. Anche da bambino. Prima ancora di sapere che fosse la squadra della destra nazionalista. Il mio sogno era diventare grande perché potessi giocarci anch’io. In porta, si capisce. Facevo le telecronache finte e l’urlo dello stadio. Numero uno: Gyula Grosics. Eeeeeeh. Continue reading GYULA GROSICS, LA PANTERA DELLA GRANDE UNGHERIA

ALDO OLIVIERI, IL GATTO MAGICO DEL 1938

Spericolato. Lo dicevano per offendermi. Soprattutto gli inglesi. Gli inglesi mi odiavano. Non è che odiassero proprio me, ce l’avevano con il mio stile, con l’idea che avevo del ruolo. Ero spettacolare, sì. Civettavo, certo. Istrionico, e allora? Non c’era niente di male nel piacere alla gente, farla sobbalzare e trepidare con un volo sulla palla, ma lo capisco, lo ammetto, le mie parate non c’entravano nulla con i biscottini e il the delle cinque. Io ero il Gatto Magico, io ero Aldo Olivieri. Continue reading ALDO OLIVIERI, IL GATTO MAGICO DEL 1938

LA SOSTITUZIONE DEL “BARONE” ADAMACHE

E insomma ci rimasi male. Molto male. Avevo messo sei compagni in barriera e Pelé mi fece gol proprio da quella parte. Rivelino prese la rincorsa, e io pensai che nelle partite precedenti le punizioni le aveva calciate lui. Pelé gli aveva lasciato il pallone anche un attimo prima, ma l’arbitro volle che il tiro fosse ripetuto. Stavolta succede che Rivelino allarga le gambe nel passare sulla palla, una finta, dietro c’è Pelé che parte, tira e fa gol. A me, numero 21 della Romania. Stere. Stere Adamache. Continue reading LA SOSTITUZIONE DEL “BARONE” ADAMACHE

HENRI FRANCILLON E IL SOGNO DI HAITI

Prima ci provò Mazzola. Poi Facchetti. Poi mi trovai di fronte Giorgio Chinaglia e parai anche il suo tiro, prima di lanciarmi in tuffo su un colpo di testa di Gigi Riva. E di nuovo su Mazzola. Altre due volte. Se la mia Haiti era sullo 0-0 alla fine del primo tempo contro la Grande Italia, insomma, era per merito mio.  Continue reading HENRI FRANCILLON E IL SOGNO DI HAITI