TCHANGAI E LO SCIOPERO DEL TOGO AI MONDIALI 2006

Wangen im Allgäu, sud della Germania, campo di allenamento del Togo. Trenta gradi, sole carogna, sono le undici della mattina più pazza del Mondiale 2006. E il dieci giugno. 

Il Togo sta scioperando. Il ct tedesco Otto Pfister si è dimesso, la squadra è in rotta con la Federazione per una vecchia storia di premi. Capitan Emmanuel Adebayor si sta rifacendo le treccine, Massamasso Tchangai esce dagli spogliatoi, beve a collo da una bottiglietta, incrocia un dirigente, contratta, se ne va, scassatissimo. “Che casino amico, ma siamo tranquilli”, dice asciugandosi le labbra col dorso della mano.

Ohhhhh, tranquilli. Mancano due giorni all’esordio del Mondiale con la Corea del Sud e questi sono con le pezze al culo, senza Ct, con un sostituto-pagliaccio – si chiama Kodjovi Mawuena e per contratto non parla – senza squadra, senza un senso, senza qualcuno che gli scriva un finale.

Massamasso Tchangai ha ventotto anni, un passato italiano da Estrema Periferia tra Viterbo e Benevento, un futuro incerto  e una richiesta da fare – proprio ora, proprio qui – alla Federazione: 155.000 euro a testa per il premio qualificazione. Ma quelli nisba: col cazzo, che ve li diamo.

Caos. Tchangai vuole chiarimenti. Si dà da fare, convince la Federazione a fissare una conferenza. Per le undici, anzi no alle tredici, facciamo 13:30 e non se ne parla più. Comincerà alle 14:02. Un’ora di balle mal raccontate, poi i delegati del Togo decidono di rimandare il problema. I soldi? Se ne riparla, ragazzi.

Prowederà la Fifa, che questo Togo scioperante rischia di rovinare la festa, prowederà co

me chi alza il tappeto, si guarda attorno e con la scopa ci butta sotto la polvere. Prendi i soldi e scappa. Il Togo ai Mondiali sarà una farsa, perderà tre partite su tre, contro la Corea del Sud, la Svizzera e la Francia. Lascerà il ricordo che lasciano gli intrusi incazzosi, con momenti di pura poesia quando il team manager africano – un Cicciobello di centocinquanta chili con la panza gonfia da abbuffata matrimoniale – si addormenterà beato, “ronf, ronf”, durante l’ennesima conferenza stampa allestita per dire che va tutto bene ragazzi, non rompete tanto i coglioni che adesso sistemiamo tutto.

 

Tchangai è morto la sera del suo 32esimo compleanno, l’8 agosto 2010, a causa di un arresto cardiaco, dopo una breve malattia.

 

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Komi Massamasso Tchangai

NATO IL: 8 Agosto 1978, Ketao (Togo).

MORTO IL: 8 Agosto 2010 Lomé (Togo).

RUOLO: Difensore.

CARRIERA:

1995–1996 ASKO Kara.

1996–1998 CA Bizertin.

1998–2002 Udinese.

1998–1999 HIT Gorica.

1999–2001 De Graafschap.

2001–2002 Viterbese.

2002–2006 Benevento.

2006–2008 Al-Nasr.

2009 Shenzhen Shangqingyin.

2009–2010 Al-Nasr.

NAZIONALE: 1996–2008 Togo 37 Presenze, 5 Gol.

 

 

TRATTO DA “BIDONI – L’INCUBO” DI FURIO ZARA, KOWALSKI EDITORE, MILANO.

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